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FIORELLA AVALLE NEMOLIS - Rachele non festeggiava più il Ferragosto, dopo la scomparsa di una persona che amava, quella data le era rimasta addosso come una cucitura storta. Anche quest'anno il solito rito si compie: si preparano tavolate, abbondanti libagioni e grandi risate. Non ha voglia di fare festa, ma neanche di stare seduta a guardare.
Infila la chiave nell'auto e parte e va in una direzione qualsiasi. L'importante è andare. Per evitare il traffico ferragostano, sale verso il Roero, la strada sterrata è tra le vigne, e le sente respirare piano nel silenzio. Non c'è anima viva. Solo lei e Gina, la vecchia Citroen due cavalli, che arranca un po'. Il cielo è limpido, la mattina promette bene, ma il caldo man mano si fa sentire. E' un'estate infuocata, è vero che non ha l'aria condizionata, ma in compenso tira giù la capote. E' il vento a pettinarle la lunga chioma bionda, e a schiaffeggiarle il viso. Che bella sensazione! Per un attimo è quasi felice, ma c'è una nuvola grigia in lei che appare all'improvviso.
E' il giorno di Ferragosto. Guida e cerca distrarsi col paesaggio davvero accattivante, quando “Gina” incomincia a tossire e procede a singhiozzo :“Ecco ti pareva, per una volta che mi muovo a Ferragosto, qualcosa subito non va”. Controlla la lancetta del serbatoio: benzina ce n'è. E allora, cosa succede? Qualche balzo in avanti e poi “Gina” si ferma davanti a una casetta di campagna, tetto basso, gerani, un'ombra di quiete. Una maestosa magnolia nasconde sotto i suoi ombrosi rami, un' anziana signora seduta su una sedia di vimini un po' sgarrupata, mentre si sta sventolando. Rachele scende dall'auto, avvolta da una nuvola di terra. E' proprio in un luogo che pare fuori dal mondo. Con passo lento, si avvia verso la casetta, e si avvicina alla signora. E' piuttosto anziana, minuscola, ma dritta come un fuso, avvolta in un abito lindo di cotone fantasia sull'azzurro, i capelli, come fili di argento sono raccolti in un signon, di quelli che non se ne vedono più, armoniosi e fatti con pochi movimenti delle mani, abili a sistemare le forcine. Niente specchi, solo un gesto quotidiano. Non si spaventa, né dell'auto ferma, né della donna sconosciuta. Anzi, sorride come se l'avesse aspettata da sempre.
“Si è rotta?”- chiede. “Un po' come me”- risponde Rachele, con ironia. “Prendi quella sedia vicino al tavolo e siediti vicino a me. Siamo all'ombra, e c'è anche la brocca con la mia limonata fresca. Ci sono anche due bicchieri. Vedi che pace c'è qui. Chi sta meglio di noi due in questo momento?”. Rachele sospira, scaccia la nube grigia che la tormenta, e regala un bel sorriso alla signora che si chiama Caterina.
Cominciano a discorrere come fossero due vecchie amiche, si confidano l'una con l'altra. A volte la vita ci regala momenti preziosi, impensabili. Caterina esprime con rammarico: “Vivo sola da tanto tempo. E pensa, che in tutta la mia vita, non mi sono mai mossa di qua. Non ho mai visto il mare! Non è mai capitato”- dice con quella voce sottile, come se fosse una cosa normale. Rachele, capisce perché questo Ferragosto ha un senso, perché è salita in auto la mattina presto, per andare chissà dove. E' tutto chiaro.
“Andiamo Caterina” - “Dove?” - “A vedere il mare.” - “Ma come. Adesso?”. - Sì, certo adesso! Controllo solo se Gina si è raffreddata e riparte. Mette in moto e l'auto ruggisce. Caterina indossa un foulard leggero, prende con sé la borsa, un cesto di vimini, con una forma di pane, un salame, formaggio e fichi, appena raccolti, una bottiglia di spuma e un ombrello. “Non si sa mai! La tua auto non ha il tetto”- dice ridendo. Rachele rassicura Caterina, ci vorranno tre orette di viaggio per arrivare a Spotorno “La mia Gina non è veloce, ma ci porta sicure alla spiaggetta segreta che conosco”.
Durante il viaggio Caterina eccitata si guarda attorno e commenta il paesaggio che man mano cambia. Niente autostrade, solo strade libere dal traffico, l'aria è pulita, non c'è odore di scappamento delle auto. Ed ecco la famosa spiaggetta, un angolo di sabbia tra due scogli, un posto segreto di Rachele dove veniva da bambina con i suoi genitori. Sono passati tanti anni, ma l'emozione è sempre la stessa.
Caterina non scende subito dall'auto, resta immobile seduta, non crede ai suoi occhi, ha davanti il mare. Si dà un pizzicotto, come fanno i bambini, per sentire che non sta vivendo un sogno. Rachele prende la borsa attrezzata per la palestra: hanno tutto l'occorrente per sistemarsi comode sull'arena. Ci sono pezzi di rami portati dal mare e un po' di alghe, è tutto molto naturale, questo fazzoletto di sabbia è sconosciuto e segreto. Rachele e Caterina sistemano gli asciugamani, il cesto con le vivande e l'ombrello grande nero, che è provvidenziale per ripararsi dal sole. E' tutto perfetto. Quando un bel momento spunta un cane randagio, un maremmano bianco, adesso un po' marroncino, con un'aria di chi ha vissuto troppi Ferragosti solitari. Caterina gli porge la mano, e lui si avvicina senza paura. Rachele lo accarezza e il cane si sdraia accanto a loro. Quieto, come se avesse sempre fatto parte del trio. Decidono di chiamarlo Faro perché aveva acceso la luce sul loro cammino. Rachele osservava Caterina che immerge i piedi nell'acqua e saltella perché è fresca, mentre Faro che corre festoso avanti indietro sulla sabbia. Per la prima volta, dopo anni, sente che quel Ferragosto non le fa più male. Valeva davvero la pena di essere festeggiato, nacque una famigliola provvisoria: una donna che scappava, una nonnina che arrivava al mare per la prima volta e un cane che finalmente aveva trovato qualcuno che lo accogliesse come un essere vivente. Buon Ferragosto a chi è in compagnia, a chi non lo è, ma se si avventura, forse la trova. Proprio quella adatta a sé.
Fiorella Avalle Nemolis
(Immagine generata con Intelligenza Artificiale)