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Tragedia al Colle di Sampeyre: addio a Claudio Mattio, presidente della Vigor Cycling di Piasco

SALUZZO

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CUNEO CRONACA - Riceviamo e pubblichiamo: "Un gravissimo lutto ha sconvolto la società ciclistica Vigor Cycling Team di Piasco e il movimento delle due ruote piemontesi. E' mancato Claudio Mattio, presidente del sodalizio cuneese, vittima di un incidente automobilistico.

Non vedendolo rientrare a casa, la moglie ha dato l'allarme. Reduce dalla località di Elva dove si era recato per un colloquio con il sindaco della località finalizzato ad un evento ciclistico, Claudio 66 anni, che era alla guida dell'ammiraglia della squadra, è stato trovato dai soccorritori in fondo ad una scarpata lungo il tragitto che dal colle di Sampeyre scende verso il vallone di Sant'Anna.

Claudio Mattio ha dedicato gran parte della propria vita all'attività ciclistica. In gioventù aveva gareggiato fino alla categoria juniores della FCI, cogliendo da subito tra gli esordienti numerose vittorie. Soprannominato "Giairo" cioè topo, per la sua non eccezionale statura, ha praticato il ciclismo a 360 gradi, anche con spirito pioneristico, come nel lontano 1987 quando pedalò da Katmandu capitale del Nepal a Lhasa nel Tibet. Una delle sue tante imprese extra agonismo.

Successivamente coltivò la sua infinita passione tra i cicloamatori, dove proseguì a incassare vittorie a raffica. Quindi, salito al massimo vertice dirigenziale della Vigor Cycling insieme al fratello Silvio, ha condotto il sodalizio contribuendo all'avvio dello sport del pedale e a numerose affermazioni, di molti giovani corridori e realizzando altrettante innumerevoli manifestazioni ciclistiche in ogni settore della due ruote.

Tra gli atleti, non pochi, ascesi fino al professionismo e che hanno indossato i colori del club piaschese, da segnalare la campionessa Elisa Balsamo e più recentemente Pietro Mattio, nipote di Claudio e figlio di Silvio, debuttante fra i "pro" nel 2026 con la maglia della Visma in occasione della Parigi-Roubaix vinta dal capitano Wout Van Aert.

Infaticabile regista di eventi, Claudio era un'autentica fucina di idee e iniziative, un vulcano di energia, volta a valorizzare e promuovere lo sport della bicicletta in ogni branchia. Gioiva giustamente per le vittorie dei suoi giovani, ma allo stesso tempo seminava una cultura, in tempi di esasperato agonismo e ricerca del successo a tutti i costi, legata soprattutto alla loro crescita e al divertimento senza forzature.

Ma Claudio, e non è retorica affermarlo, sapeva distinguersi anche per le sue formidabili qualità umane, legate a generosità, garbo, dolcezza e disponibilità. Per questo era tanto amato. Il suo sorriso perennemente stampato sul volto, ci accompagnerà nella memoria. Alla moglie Maria, alla figlia Erika, ai fratelli Silvio e Luciano, e a tutti i suoi cari, l'intero movimento ciclistico piemontese si stringe attorno con un forte abbraccio di solidarietà".

 
 

 

 

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