ALBA
CUNEO CRONACA - Il marmo lungo la salita verso il castello, la musica nelle sale che custodiscono il racconto del vino. Nel fine settimana della Festa di Barolo, il Castello Falletti e il WiMu – Museo del Vino diventano il punto d’incontro tra due linguaggi artistici: sabato 12 settembre sarà inaugurata la mostra itinerante "Ad occhi aperti" dello scultore Valerio Savino, mentre domenica 13 settembre alle 17.30 il Tempio dell’Enoturista ospiterà il concerto del fisarmonicista e bandoneonista Mario Stefano Pietrodarchi.
Due appuntamenti differenti, inseriti nella festa del paese, che costruiscono un percorso tra gli spazi esterni e interni del Castello: prima le opere di Savino, collocate lungo la scala di fronte al WiLa, poi un concerto capace di attraversare il tango di Astor Piazzolla, la musica classica e le arie d’opera.
Il primo appuntamento è per sabato 12 settembre alle 17, con l’inaugurazione della mostra itinerante "Ad occhi aperti" di Valerio Savino, nel Giardino Don Massé del Castello Falletti. Alcune opere in marmo dell’artista troveranno spazio lungo la scala di fronte al WiLa, entrando così nel percorso che accompagna verso il Castello. La scelta del marmo porta nel cuore di Barolo una materia antica, affidandole un incontro diretto con il paesaggio e con l’architettura del luogo. Le opere non vengono quindi raccolte in una sala espositiva tradizionale, ma accompagnano il passaggio del visitatore e modificano temporaneamente la percezione di uno spazio quotidianamente attraversato.
Valerio Savino, scultore, pittore e grafico, è nato a Faeto, in provincia di Foggia, nel 1952. Dopo aver vissuto a Santa Lucia di Prato fino al 1981, risiede oggi a Pistoia, dove porta avanti la propria attività artistica tra scultura e pittura.
Le sue opere in marmo sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero, da Vernio, Prato, Calenzano, Pistoia e Sesto Fiorentino fino a Reggio Calabria, Budapest e Granada. L’opera in pietra "Abbraccio Migliana e Schignano" è inoltre inserita nei Monumenti Storici d’Italia. Il suo percorso comprende esposizioni e appuntamenti dedicati alla scultura. È stato selezionato nel 2021 e nel 2022 per il Simposio di Scultura Lunense a Fivizzano e nel 2018 ha partecipato alla Mostra dell’Artigianato di Firenze alla Fortezza da Basso e a iniziative dedicate alla scultura dal vivo. Nel 2021 la televisione ungherese ha inoltre realizzato nel suo studio all’aperto riprese destinate a documentari sul suo lavoro.
Domenica 13 settembre alle 17.30 il percorso proseguirà all’interno del WiMu, nel Tempio dell’Enoturista, dove protagonista sarà Mario Stefano Pietrodarchi. Fisarmonica e bandoneon saranno il filo conduttore di un concerto volutamente aperto a mondi musicali differenti, con brani classici del repertorio di Astor Piazzolla, pagine di musica classica e arie d’opera.
Nato ad Atessa nel 1980, Pietrodarchi ha iniziato lo studio della fisarmonica a nove anni, avvicinandosi successivamente al bandoneon, e nel 2007 si è diplomato con lode al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Vincitore nel 2001 del Trofeo Mondiale C.M.A. senior, ha sviluppato negli anni un’intensa attività concertistica internazionale, esibendosi al fianco di artisti come Andrea Bocelli, Anna Netrebko, Erwin Schrott, Gabriele Mirabassi e Pietro Tonolo.
Particolarmente significativo è il suo rapporto con la musica di Astor Piazzolla. Dal 2018 collabora con il violinista Andres Gabetta e la Cappella Gabetta; nel 2019 è uscito per Sony Tango Seasons, con musiche di Vivaldi e Piazzolla arrangiate da Roberto Molinelli. Nel 2021, in occasione del centenario della nascita del compositore argentino, è stato protagonista dello spettacolo Astor, prodotto dal Balletto di Roma. Nel suo percorso più recente figura anche la partecipazione come solista, nel 2022, a The Infamous Ramirez Hoffman, progetto realizzato dall’attore John Malkovich.
"Un luogo come il Castello di Barolo conserva una storia, ma continua a vivere davvero quando riesce ad accogliere sensibilità e linguaggi del presente. La scultura e la musica hanno la capacità di cambiare il nostro sguardo sugli spazi che pensiamo di conoscere: è questo incontro tra patrimonio e nuove esperienze che vogliamo continuare a costruire intorno al WiMu", sottolinea Liliana Allena, presidente della Barolo & Castles Foundation.