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CUNEO CRONACA - È disponibile online il nuovo FocusCRC dal titolo Imprese familiari in provincia di Cuneo. Le sfide per la continuità, la governance e la crescita territoriale, presentato a Cuneo insieme ai principali attori economici e sociali del territorio. La ricerca – coordinata dall’Ufficio Studi e Ricerche della Fondazione CRC e realizzata insieme all’Università di Scienze Gastronomiche, con la collaborazione della Camera di Commercio di Cuneo – presenta un’analisi multidimensionale del modello di impresa familiare in provincia di Cuneo, grazie ai dati forniti da 230 imprese in merito all’assetto proprietario, alla governance, alle dinamiche di genere, a quelle di successione e alla propensione all’innovazione di processo e di prodotto.
Lo studio propone un focus specifico su un modello imprenditoriale, quello familiare, molto diffuso sia in Italia sia nel resto d’Europa, che rappresenta un cluster strategico dello sviluppo produttivo del nostroterritorio provinciale, alla prova delle principali sfide della competitività globale. Il lavoro propone nuove evidenze innovative legate agli impatti del passaggio di testimone sulle decisioni aziendali, da cui emergono quattro punti chiave: innanzitutto, le imprese familiari in provincia di Cuneo costituiscono l’80 per cento delle imprese strutturate, ossia le realtà aziendali con oltre un milione di fatturato e una seniority di tre decadi di attività; dati in linea con le evidenze del campione nazionale di imprese familiari analizzato dall’Osservatorio Nazionale delle imprese familiari dell’Università Bocconi.
La maggior parte delle imprese è alla seconda generazione, un quarto è alla terza generazione, e il modello prevalente prevede una proprietà quasi interamente a conduzione familiare, compresa la direzione. Due terzi delle imprese non ha pianificato la successione nonostante un’età media di chi amministra di 57 anni e quella di chi le presiede di 66 anni. La successione modifica l’impresa in senso evolutivo: o con la successione aumenta il numero di membri del CdA – significa più approcci e più visioni che partecipano alla conduzione dell’impresa; o arrivano più figure direzionali esterne alla famiglia – significa possibilità di accogliere maggiore senso critico nella gestione aziendale interna; o con le successioni aumentano le donne nei board – significa il coinvolgimento di competenze nuove e l’abbattimento di gerarchie sociali che non riguardano la produttività aziendale; o l’adozione di tecnologie e innovazioni di processo aumenta dai 10 ai 15 punti percentuali in più in aziende con successione.
In sintesi: c’è un mondo di opportunità da cogliere nel passaggio di testimone, sia per garantire la continuità aziendale, sia per incrementare la competitività dell’impresa familiare. Passaggi che, tuttavia, vanno gestiti, previsti, anticipati e governati con i moderni strumenti di governance che sono oggi a disposizione, anche con il supporto delle associazioni di categoria. “Le imprese familiari intrattengono con la nostra comunità non solo un rapporto economico, ma hanno prodotto negli anni anche un legame di affinità culturale e di visione, e rappresentano un soggetto particolarmente rilevante del nostro tessuto produttivo, grazie alla loro stabilità e alle prospettive di lungo periodo” commenta Mauro Gola, presidente di Fondazione CRC. “L’analisi approfondisce in particolare due processi interni a queste imprese, molto vicini ai temi scelti dalla Fondazione CRC per i prossimi anni: da un lato, il passaggio di testimone, quindi l’ingresso di giovani e donne nelle imprese; dall’altro, la capacità di innovazione che le imprese esprimono. I risultati emersi offrono spunti di grande interesse per tutti gli attori del sistema provinciale”.
“In un contesto economico in continua evoluzione, le imprese familiari della provincia di Cuneo rappresentano un pilastro fondamentale per la crescita e lo sviluppo del territorio e del nostro sistema imprenditoriale” dichiara Luca Crosetto, presidente della Camera di Commercio di Cuneo. “I risultati emersi dalla ricerca offrono uno strumento prezioso per affrontare le sfide cruciali del passaggio generazionale, del rafforzamento della governance e della parità di genere, consapevoli che la tenuta e la competitività del nostro sistema economico dipendono anche dalla capacità delle nostre imprese di evolversi e innovare”.“L’aggiungere un legame di sangue a quello che unisce nel patto societario i detentori del capitale di un’azienda può essere visto come radice o come catena: una radice che àncora il destino dell’azienda al territorio in cui vive, ma anche una catena che imbriglia decisioni di prospettiva a vincoli di natura personale” aggiunge Giuliana Cirio, Direttore Generale di Confindustria Cuneo. “Il panel di questa mattina ha evidenziato passaggi generazionali molto positivi, proprio perché le imprese familiari hanno saputo evolversi aprendosi a tutti gli attori del territorio, integrando le giovani generazioni e le nuove competenze con scelte di grande consapevolezza e visione”.
“La forte presenza delle famiglie controllanti nelle imprese della provincia di Cuneo è una grande ricchezza, in grado di garantire stabilità e continuità” conclude Carlo Salvato, Rettore vicario, Professore Ordinario Dipartimento di Management e Tecnologia dell’Università Bocconi, Direttore dell’Osservatorio nazionale aziende familiari. “La sfida attuale consiste nel pianificare percorsi di transizione generazionale che consentano alle stesse famiglie di guardare al futuro, aprendosi a nuovi modelli di business nella proprietà, nella governance e nella gestione strategica”.
Il FocusCRC è disponibile sul sito web della Fondazione Crc QUI.