CUNEO
GUIDO CHIESA - Il 9 settembre il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha dichiarato a La Stampa che “quando sarà terminato il mio mandato (ndr. 2019-2029) avremo lasciato in dote alla provincia tre nuovi ospedali – Verduno, Cuneo e Savigliano – che, con l’Asti-Cuneo completata e il tunnel del Tenda riaperto, dimostrano che anche opere ferme da decenni possono diventare realtà”.
Per amor di verità: l’ospedale di Verduno è stato aperto in via provvisoria per l’emergenza Coronavirus il 30 marzo 2020, pochi mesi dopo l’insediamento della prima giunta Cirio. Il merito della realizzazione dell’ospedale Michele e Pietro Ferrero è quindi, a buon titolo, da attribuire ai predecessori del presidente Cirio che ha avuto tutt’al più, l’onore, questo sì, di inaugurare la nuova struttura.
Per il nuovo ospedale di Cuneo, la Regione Piemonte aveva optato a favore del finanziamento di un gruppo privato, nonostante i conti ne evidenziassero l’onerosità per l’Azienda Ospedaliera (AO). A giugno del 2024, ossia a tre anni e mezzo dalla delibera comunale per la localizzazione dell’ospedale, la Regione ha dovuto ammettere che il finanziamento privato non era sostenibile e lo ha inserito nell’elenco dei presidi ospedalieri da finanziare con i fondi pubblici dell’INAIL. Altri 2 anni sono trascorsi per respingere il ricorso del privato e dar via alla nuova progettazione della struttura. A questo punto, sempre che non vi siano ulteriori ritardi, è prevedibile che il nuovo ospedale di Cuneo non sia operativo prima del 2035.
Il progetto dell’ospedale di Savigliano è stato inviato dall’Asl Cn1 all’Inail di Roma a dicembre del 2025. Ad oggi, ottobre 2026, non risulta che la Regione abbia firmato la convenzione con l’Inail che consentirebbe a quest’ultimo di procedere con le operazioni di sua competenza. Uno stop di circa 10 mesi che non trova altra ragionevole spiegazione che negli oscuri giochi di potere in corso, sia a livello regionale che a quello provinciale. Una sostanziale perdita di tempo che, a causa dell’aumento dei costi registrato nel periodo, porterà inevitabilmente a rivedere il preventivo dell’opera per parecchi milioni e allo slittamento della data della sua entrata in servizio, a meno di ulteriori bastoni fra le ruote, al 2032. A quanto pare, nel disinteresse del sindaco di Savigliano e dei suoi sostenitori.
Dei tre lotti mancanti dell’Asti-Cuneo, promessi dal presidente Cirio entro la fine del suo primo mandato (giugno 2024), due sono stati completati entro l’aprile del 2026. Il terzo lotto, ossia l’adeguamento della tangenziale di Alba, è ancora in fase autorizzativa e non sarà completato nel prossimo futuro perché, nel frattempo, sono terminati i soldi. Né sono stati sino ad ora stanziati i fondi per le opere complementari previste per migliorare la viabilità della zona di Alba. E’ probabile che i lavori di queste opere slittino ad una data successiva allo scadere della concessione, anticipata al 2031, e al previsto passaggio dell’autostrada all’ANAS.
Dopo circa 10 anni di lavori per il nuovo tunnel del Tenda siamo tornati al punto di partenza: una canna a circolazione alternata, aperture e chiusure regolate da orari a seconda delle stagioni. Solo recentemente è stata avviata la procedura per l’appalto dell’alesaggio della canna esistente la cui conclusione è prevista 3 anni dopo l’inizio dei lavori. Se tutto va bene nel 2031.
In conclusione: al presidente Cirio piace immaginare di aver dato un contributo per realizzare opere “ferme da decenni” che diventano realtà. Purtroppo i fatti hanno la testa dura e non ammettono repliche, nonostante i voli pindarici del presidente.
Guido Chiesa
(Immagine tratta da Wikipedia)