CUNEO
CUNEO CRONACA - Quattromilaottantasette spettatori, un’atmosfera da grandi occasioni e una sfida infinita. L’Acqua Sant’Anna Cuneo esce a testa altissima dal confronto con i campioni d’Italia della Sir Susa Scai Perugia, che si impongono soltanto al tie-break per 3-2 (25-18, 7-25, 15-25, 25-21, 23-25), dopo oltre due ore e mezza di gioco.
I piemontesi partono alla grande, conquistando un primo set quasi perfetto, ma subiscono il ritorno degli umbri nei due parziali successivi. La reazione della squadra di Battocchio, sostenuta da un pubblico straordinario, riapre la partita con un quarto set combattuto e trascina la sfida a un tie-break da cardiopalma, deciso soltanto sul filo di lana.
«È stata una performance ottima e sono molto orgoglioso di come i ragazzi hanno tenuto il campo, senza scomparire quando sarebbe stato più facile andare a casa con la testa bassa», commenta coach Matteo Battocchio, che riconosce il rammarico per le occasioni mancate nel finale: «Abbiamo perso una partita ed è importante capire perché. Alcuni contrattacchi non sono stati capitalizzati e questo inevitabilmente pesa sul 25-23 finale».
Amarezza per il risultato anche nelle parole di Leandro Mosca, premiato MVP dell’incontro: «Sono contentissimo per il punto che abbiamo preso, però ho molto amaro in bocca perché ci credevo veramente. Volevo tanto vincere questa partita». Il centrale sottolinea la capacità della squadra di reagire dopo due set difficili e di lottare fino all’ultimo: «I campioni si vedono su una palla. Questa volta l’hanno vinta loro, io già penso alla prossima».
Fondamentale il sostegno dei 4.087 spettatori presenti: «Dopo il secondo e il terzo set persi male, non ce l’avremmo fatta senza il pubblico», aggiunge Mosca, auspicando di ritrovare lo stesso calore durante tutta la stagione.
Prima della gara, spazio anche alla storia della pallavolo cuneese con la premiazione di due capitani simbolo: Wout Wijsmans, protagonista dello scudetto, e Daniele Sottile, capitano della promozione in SuperLega.
Resta una sconfitta, ma anche la consapevolezza di una squadra capace di lottare contro i campioni d’Italia e di mostrare carattere, potenziale e ampi margini di crescita in vista del prosieguo della stagione.
IL MATCH
Cuneo domina il primo set e si impone 25-18. I piemontesi partono forte e, grazie all’errore in attacco di Reggers, si portano sul 3-1. Perugia fatica e l’errore di Semeniuk in pipe vale l’8-5, costringendo Lorenzetti al time-out. Cuneo allunga ancora con due muri di Argilagos (12-7) e una palla out di Semeniuk (14-8). L’attacco vincente di Poriya porta i biancoblù sul 16-9, obbligando Perugia a fermare nuovamente il gioco.
La Sir prova a reagire con Solè, a segno prima a filo rete e poi a muro su Mosca, accorciando sul 17-13 e inducendo Battocchio al time-out. Cuneo, però, riprende subito il controllo con il muro a uno di Poriya su Reggers (19-13) e l’attacco di prima intenzione di Argilagos per il 22-15. L’ace di Plotnytskii riporta Perugia sul 22-17, ma i piemontesi gestiscono il finale: l’errore di Sanguinetti vale il set point sul 24-17, mentre Sala chiude con un mani e fuori per il definitivo 25-18.
Cuneo domina in tutti i fondamentali, trascinata da un attacco stellare: il 72% di squadra sale addirittura all’80% per gli schiacciatori Champlin e Poriya. Netta anche la superiorità a muro, con quattro punti diretti per i piemontesi contro l’unico di Perugia.
Perugia regina del secondo set, pareggia i conti con un netto 25-7. Gli umbri scappano subito grazie al lungo turno al servizio di Plotnytskyi, portandosi dal 2-4 al 2-10, con Cuneo che fatica a contenere la pressione avversaria e commette diversi errori. Solè colpisce al centro, mentre gli attacchi sbagliati di Codarin e Poriya ampliano il divario. Battocchio prova a cambiare le carte in tavola inserendo Strehlau, Sala e Coscione, ma Perugia continua a martellare dai nove metri: arrivano gli ace di Reggers e Semeniuk, mentre Plotnytskyi chiude il parziale con un preciso lungolinea.
Numeri in netto calo per Cuneo, che crolla al 7% in attacco e registra il 48% in ricezione, pagando soprattutto gli 11 errori commessi contro i soli 4 degli umbri.
(Credit photo: Valerio Giraudo e Margherita Leone)