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CUNEO/ Checevò compie 20 anni ma il suo futuro è in bilico: se ne parla giovedì sera

CUNEO

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Abbiamo raggiunto i nostri primi 20 anni di vita. Siamo partiti con uno spaccio nella parrocchia dei Salesiani. Nel 2003 abbiamo fatto il salto con un negozio vero e proprio e una dipendente part-time e un affitto da pagare.

Era un rischio perché non sapevamo se saremmo riusciti ad essere autosufficienti con le nostre vendite, ma ce l’abbiamo fatta, grazie anche al supporto delle botteghe di Dronero e Caraglio che fanno parte della nostra associazione.

Ma si tratta di un’autosufficienza precaria, che non ci fa dormire sonni tranquilli e che costringe i nostri fornitori a dover sopportare pesanti ritardi nei pagamenti.

Le vendite che sono state in costante crescita fino al 2015 sono calate vistosamente e improvvisamente nel 2016, mentre sembrano rimanere sugli stessi valori nell’anno corrente.

Di sicuro non siamo riusciti a “sfondare” in molte realtà e persone che per sensibilità sono di sicuro vicine ai valori della giustizia e della solidarietà per i quali l'acquisto equo e solidale dovrebbe essere automatico e non lo è.

Dovrebbe esserlo negli ambienti della chiesa. Non è il commercio equo l'applicazione dei principi del vangelo?

Dovrebbe esserlo tra le persone impegnate socialmente in particolare nel sindacato e nei movimenti ambientalisti. Anche noi lottiamo in favore dei diritti dei lavoratori e dell'ambiente.

Invece il commercio equo viene ancora visto come un atto di beneficenza da fare ogni tanto e non come una scelta politica capace di sostenere un'economia alternativa.

È poi non c'è tempo e al supermercato trovi tutto insieme e costa meno. L’approdo dei prodotti equi nella grande distribuzione, rappresenta per noi un ulteriore pericolo.

Comprare i prodotti nei supermercati e sì una scelta di consumo critico, ma non è la stessa cosa che comprarli in bottega.

Ai supermercati è associata una logica che porta alla cementificazione, alla chiusura dei piccoli negozi, al lavoro domenicale, mentre le botteghe si sforzano di svolgere un lavoro di informazione e di denuncia e sono indispensabili per progetti di realtà più piccole o di artigianato che non hanno la struttura sufficiente per rispondere alle richieste della grande distribuzione, ma che sono meritevoli di sostegno.

Ce l’abbiamo fatta finora, ma temiamo che la nostra esistenza possa diventare ancora più precaria, per questo abbiamo pensato ad un’assemblea a cui invitare tutti gli amici di Checevò.

Riteniamo che la nostra bottega non appartenga solo ai soci volontari che l’hanno tenuta e la tengono aperta, ma rappresenti una ricchezza dei suoi tanti amici, soprattutto di coloro che in questi anni l’hanno sostenuta con i loro acquisti (o con il voto come direbbe Gesualdi), vedendo in essa qualcosa che andava al di là del semplice acquisto, anche se solidale.

Siamo certi che se Checevò dovesse, malauguratamente, chiudere, sarebbero tante le persone ad esserne profondamente dispiaciute.

L’invito è un momento di incontro per giovedì 9 novembre alle ore 21.00 presso i locali della parrocchia Don Bosco di Cuneo per potere ragionare insieme su come provare a diventare più forti economicamente e non solo. Chiediamo nel tempo che precede di provare a pensare a delle idee che possano aiutare Checevò a continuare.

Naturalmente devono essere idee concrete e realizzabili….

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