MONTAGNA
CUNEO CRONACA - Riceviamo dal prefetto di Cuneo Mariano Savastano: "Apprendiamo con stupore della lettera aperta con la quale il Sindaco di Brondello si rivolge all’Onorevole Presidente del Consiglio dei Ministri, rappresentando problematiche che ad un lettore, che non conosce la vicenda nel merito, potrebbero far intravvedere totale disinteresse da parte di questa Prefettura rispetto alle procedure di assegnazione di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale nel territorio di quel Comune. (Leggi anche QUI)
Al riguardo facciamo osservare che per l’individuazione dei gestori delle strutture di accoglienza deve essere scrupolosamente applicata la Legge, nella fattispecie il Codice dei Contratti, che è fondato su ineludibili principi di trasparenza e concorrenza. Sarebbero certamente censurabili iniziative della stazione appaltante volte a richiedere un nulla osta preventivo – del sindaco o di altri organi – alla partecipazione alla procedura di gara di un operatore economico e ciò anche per la intuibile considerazione che il partecipante non potrebbe svelare in anticipo il contenuto della sua offerta.
In particolare, si utilizza il disciplinare di gara approvato con decreto del Ministro dell’Interno del 04.03.2024, registrato dalla Corte dei Conti, e frutto di un articolato confronto anche con l’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Nel caso specifico il Sindaco, nello scorso mese di marzo, è stato coinvolto e gli sono state dettagliatamente illustrate le modalità di funzionamento di un centro di accoglienza straordinario e come la Prefettura si adoperi per vigilare puntualmente sulla corretta condotta del gestore del C.A.S. e degli ospiti.
Di più, è stato spiegato al Sindaco come in una comunità di così ristrette dimensioni, l’apertura del C.A.S. potrebbe addirittura essere un volano per l’economia locale e la Prefettura ha messo in contatto il Sindaco stesso con l’Ente Gestore proprio per agevolare la fase di “start up”. Dalle notizie assunte, tuttavia, pare che il Sindaco, invitato dall’Ente gestore, non abbia neanche voluto effettuare una visita in altre strutture, gestite dalla Cooperativa aggiudicataria, per rendersi personalmente conto della situazione.
Ciò detto, un aspetto della lettera aperta ci duole maggiormente ed è quello che pare lasciare trasparire inerzia o trascuratezza da parte della Prefettura nella verifica della struttura: tali affermazioni, invero non rispondono alla realtà dei fatti.
Il disciplinare di gara – tuttora pubblicato sul sito istituzionale della Prefettura – e liberamente consultabile da tutti e, dunque, anche dal Sindaco – stabilisce che dopo l’aggiudicazione (avvenuta in data 03.03.2026) e la firma dell’accordo quadro (avvenuta in data 16.04.2026), la Prefettura, prima della stipula del contratto di appalto, debba verificare la rispondenza dell’immobile alle condizioni di legge e ciò è esattamente quanto si sta facendo ormai da mesi con estrema attenzione tant’è che il contratto di appalto non è ancora stato sottoscritto e nessuno dei 1.500 ospiti presenti oggi in provincia, è stato assegnato alla comunità di Brondello.
Tale verifica si sostanzia nel rispetto delle condizioni di sicurezza dell’immobile e rifugge, naturalmente, da aspetti meramente formali anche perché è noto (e dovrebbe esserlo anche al Sindaco) che non esistono immobili nati per ospitare centri di accoglienza straordinari, ma, di volta in volta, vengono utilizzati allo scopo altri edifici per i quali si riscontrano, anche con l’ausilio degli organi tecnici a ciò preposti, caratteristiche di utilizzabilità in condizioni di sicurezza.
Il Sindaco di Brondello, invero, a tale riguardo, nonostante più volte richiesto da questa Prefettura, non ha mai rappresentato elementi realmente ostativi all’apertura del centro di accoglienza, limitandosi ad asserite incompatibilità ambientali e territoriali e paventando abusi edilizi che, però, di fatto, almeno ad oggi, non sono stati provati, ammesso e non concesso che essi incidano in concreto sulla sicurezza dell’edificio. Se ritiene, da riscontri documentali tecnici, che sussistano le problematiche esposte nella lettera aperta in termini di sicurezza della struttura, dovrebbe (o meglio: deve) rappresentarlo.
Ad oggi, tuttavia, nulla è stato riferito e documentato su tale aspetto. Le questioni indicate nella lettera aperta, infatti, non appaiono rilevanti così come quanto contenuto nelle lettere e nei verbali di sopralluogo dell’Ufficio Tecnico e della Polizia Locale inviati a questa Prefettura.
Non comprendiamo la rilevanza di quanto affermato circa la superficie di circa 501 mq dell’immobile, con una superficie riconducibile alla destinazione ricettiva di “Bed and Breakfast” pari a circa 77,78 mq. Ribadiamo, infatti, che non è necessario che l’intera struttura abbia tale destinazione. E’ sufficiente una qualsiasi destinazione urbanistica purchè compatibile con l’alloggio temporaneo di persone in condizioni di sicurezza.
Allo stesso tempo non capiamo il continuo riferimento alla necessità di autorizzazioni paesaggistiche per effettuare interventi sull’immobile. Il Sindaco sa bene che la Sovrintendenza si è già ufficialmente espressa sul punto, chiarendo come le opere ricadano tra gli interventi di cui all’Allegato A del D.P.R. 31/2017 cioè fra quelli esclusi da tali procedimenti.
Insomma, davvero, non si comprendono le motivazioni per le quali Brondello non sarebbe idonea ad ospitare alcuni cittadini extracomunitari richiedenti protezione internazionale, sino ad un massimo di 24 persone, non abbandonate a loro stesse, ma gestite con l’attenta vigilanza della Prefettura e soprattutto non capiamo perché in numerosi altri Comuni della provincia (ad oggi 10) di uguale dimensione demografica od anche leggermente più grandi, ma con più ospiti – e, dunque, con un rapporto proporzionale più elevato – questi problemi non sussistano e l’attività dei gestori si svolga in modo ordinato e produttivo per i servizi e l’economia delle comunità locali.
Si aggiunge che proprio nei dintorni di Saluzzo numerosi altri Comuni ospitano diverse migliaia di lavoratori stagionali, contribuendo, con spirito di solidarietà e senso di responsabilità, alla loro accoglienza ed assistenza, con positivi risultati per il tessuto produttivo dell’ortofrutta e delle lavorazioni dei prodotti.
Ci dispiace ricordare gli striscioni contro l’apertura del centro, peraltro abusivi e per lungo tempo tollerati dal Comune per la cui rimozione si è reso necessario l’intervento della Prefettura. Siamo convinti che si tratti di un equivoco generato da distorte rappresentazioni della vicenda.
Prendiamo, quindi, atto di quanto dichiarato dal Sindaco nella lettera aperta nella quale non si dice contrario all’accoglienza così come non lo è la comunità che rappresenta e lo rassicuriamo sul fatto che l’accoglienza a Brondello, come altrove, sarà ordinata, proporzionata, sicura, dignitosa e rispettosa delle regole, prendendo volentieri atto che il Sindaco, per sua stessa dichiarazione, non si sottrarrà alle sue responsabilità - se e quando ce ne sarà bisogno per i continui arrivi, benché oggi ridotti, di richiedenti asilo da accogliere nei CAS per non lasciarli in strada - contribuendo, pertanto, a gestire l’insediamento del centro di accoglienza nel territorio comunale e come non verrà meno – come da lui pubblicamente dichiarato – al dovere di solidarietà".
IL PREFETTO DI CUNEO
(Mariano Savastano)
IL RESPONSABILE UNICO DEL PROGETTO
(Giuseppe Zarcone)