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Bra, le 30mila fotografie della memoria diventeranno un archivio digitale accessibile a tutti

BRA

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FIORELLA AVALLE NEMOLIS - “RICORDÉ” è la mostra fotografica ospitata alla Zizzola di Bra che, inaugurata lo scorso 12 settembre, si è conclusa domenica 25 ottobre. La visito adesso, in extremis: è un vibrante omaggio fotografico ai braidesi di ieri e dell’altro ieri.

La mostra è allestita alla Zizzola, simbolo della città, divenuto Casa della Memoria, con alcune delle oltre 30.000 lastre su vetro dall'archivio fotografico di Bruno Risso, che tornano alla luce per raccontare l’anima, gli sguardi e le storie piccole e grandi della comunità roerina.

Bruno Risso ha continuato, fino al 1982, a fotografare in studio per realizzare le carte di identità, segnando su ogni lastra, ogni codice identificativo, quindi per ogni fotografia è registrato nome e cognome del soggetto ritratto, e la data in cui è stato effettuato. Questo prezioso archivio è stato donato da Bruno Risso a Giancarlo Volpi, che si è preso materialmente cura dell'archivio, spostando mezza tonnellata di chili di vetro all'interno del palazzo Comunale dove è custodito, occupandosi di tutta la fase di recupero.

Il percorso espositivo è suggestivo e ruota attorno all’imponente albero-scultura dell'artista Giovanni Borgarello, ai cui rami sono appesi alcuni ritratti fotografici impressi nel vetro, modificati dal curatore della mostra Giancarlo Volpi per tutelare la privacy dei soggetti ritratti. L'opera, inserita al piano superiore della Zizzola, racchiude l'essenza della memoria, che come un albero si ancora alle radici del passato e si slancia verso la chioma del futuro.

E' un allestimento che rende in chiave poetica il senso e l'importanza di questo archivio e consente a tutti di vedere oltre le molteplici fototessere, anche preziosi scatti, stampati in camera oscura dallo stesso Giancarlo Volpi, che documentano momenti di vita locale raccontata da Risso e dai fotografi che lo hanno preceduto (Carlo e Giovanni Novara, Beppe Rainero): dalle gare di motocross all’America dei Boschi, fino alle serate al Diamant con big della musica (da Patty Pravo a Massimo Ranieri).

E' un prezioso recupero di ricordi poetici che riporta alla città frammenti della sua memoria collettiva. Nel frattempo, prosegue il lavoro di salvataggio e valorizzazione dell'immenso archivio fotografico impresso su lastre di vetro che si deve a Bruno Risso. Il dott. Fabio Bailo, che ha accompagnato il progetto sin dall'inizio, mi riferisce che le lastre in questione per il momento sono conservate al palazzo Comunale. Il progetto è di rendere fruibile questo enorme archivio in modo digitale, accedendo attraverso la pagina del sito degli Amici dei Musei. Tuttavia, prima è necessario rispettare la normativa sulla privacy e, poiché sarà necessario adottare tutte le accortezze del caso, ovviamente la fruizione dell'archivio non sarà immediata.

Lascio la mostra. E' stato un assaggio goloso di ciò che verrà: la digitalizzazione per trasformare questi ricordi in memoria sempre accessibile.

Fiorella Avalle Nemolis

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