CUNEO
ALICE MARINI - L'autunno è di nuovo caldo. Come un anno fa, quando si protestava per il genocidio a Gaza. Mentre si continua a soffiare sul fuoco della guerra, venerdì 30 ottobre centinaia di studenti sono tornati a riempire le strade di Cuneo, sostenuti da molti lavoratori, per lo sciopero generale proclamato dall’Unione sindacale di base.
Non è un caso che la manifestazione coincida con la giornata di mobilitazione internazionale dei portuali, che in Italia si accompagna allo sciopero generale e si intreccia con le rivendicazioni di altri pezzi della società, dagli autotrasportatori agli agricoltori.
"In un contesto in cui il diritto a manifestare viene sempre più minacciato e alle necessità del popolo si risponde con violenza, discriminazioni, repressione e controllo, noi studenti e studentesse di Cuneo abbiamo deciso di mobilitarci per difendere il nostro futuro e dimostrare la nostra partecipazione alle lotte di oggi. Non possiamo cambiare il mondo in una mattina, ma possiamo continuare a far sentire la nostra voce".
Da Cuneo alla Francia, passando per la Serbia, dove le proteste studentesche si sono trasformate in una forza politica, fino alle tensioni esplose a Milano. Mobilitazioni diverse, accomunate dal malessere di una generazione che chiede di essere ascoltata e rivendica il diritto a un futuro migliore.
Alice Marini