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Vittime della violenza, a Cuneo la protezione in una stanza: "Forte segnale di attenzione"

CUNEO

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ALICE MARINI - E' uscito oggi (giovedì 25 novembre), in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il video realizzato dalla questura di Cuneo nell'aula di ascolto protetto per l'audizione delle donne vittime di violenza, nell'ambito del progetto "Una stanza tutta per sé", in base al protocollo di collaborazione fra il Soroptimist International Club d'Italia e il Dipartimento di Pubblica Sicurezza.

Nel video, dove recitano madre e figlia, le due agenti sono invece poliziotte nella vita reale. Il locale locale protetto, accogliente e tecnologicamente attrezzato, è il secondo in città insieme a quello aperto presso la caserma dei carabinieri. "Si tratta di un segnale di attenzione forte rispetto al passato - spiega la presidente del Soroptimist Cuneo Vera Anfossi - per offrire una protezione fisica e mentale nel difficile momento che segue la coraggiosa scelta di denunciare". 

Lo spazio è dotato di un sistema di video registrazione per l'audizione protetta, utile anche in seguito per cogliere le sfumature di un racconto e quei dettagli che un verbale spesso non riesce a registrare, e di un angolo riservato eventualmente ai figli. Inoltre, nella sezione della questura dedicata a questi reati ci sono poliziotte donne in quanto è richiesta una capacità di ascolto straordinaria perché sovente la donna si sente sola, rassegnata, ha paura di ritorsioni, si crede colpevole e teme di non essere creduta. 

Nell'85-90% dei casi, le donne che si rivolgono agli uffici competenti lo fanno per casi di violenze domestiche. Sull'utilizzo della stanza dalla sua apertura, gli uffici fanno sapere che sono "oberati di lavoro". Solo nel 2021, secondo i dati fino al 15 novembre, tra i reati in materia di violenza di genere in provincia, i carabinieri riferiscono 155 maltrattamenti contro familiari e conviventi, 98 per lesione personale, 25 per violenza sessuale, aggravata e di gruppo, 81 per atti persecutori.  

Alice Marini 

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