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Tubercolosi, malattia antichissima: lezione all'Unitre di Cuneo ne spiega tutti gli aspetti

CUNEO

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Una malattia antichissima, la tubercolosi, già presente nel Neolitico ed evidenziata da studi fatti sulle ossa di persone appartenenti a tale periodo, sarà l’argomento trattato da Bartolomeo Biolatti lunedì 14 gennaio alle 15,30 al cinema Monviso di Cuneo per le conferenze Unitre. La tubercolosi (TB) è una malattia infettiva causata da un batterio gram positivo, il Mycobacterium tuberculosis. Se ne distinguono 5 varietà: umano, bovino, aviario, murino, degli animali a sangue freddo; di queste solo le prime due hanno importanza nella patologia umana.

La tubercolosi è una patologia relativamente rara in Italia, infatti l'incidenza nell'ultimo decennio si è mantenuta costantemente sotto i 10 casi/100.000 abitanti, soglia considerata per definire un paese come a bassa endemia, come anche in molti paesi dell'Europa occidentale. Il numero dei casi notificati in Italia ha mostrato nel tempo una lenta e progressiva diminuzione dell’incidenza, passando da 9,5 casi per 100.000 abitanti nel 1995 a 6,5 casi per 100.000 nel 2017 (n. casi segnalati nel 2017: 3.944).

Il quadro epidemiologico è però molto diverso nei paesi dell'Europa dell'Est e in Africa, Asia, America latina, ove l'incidenza di tubercolosi continua in alcuni casi ad aumentare e si accompagna alla comparsa e alla diffusione di micobatteri multiresistenti ai farmaci. E' quindi necessario mantenere alta l'attenzione a questo problema. La tubercolosi è una malattia molto seria, ma può essere sconfitta con le cure appropriate e, soprattutto, con la diagnosi precoce delle persone malate, cioè con TB attiva e quindi infettiva. Una diagnosi precoce consente di adottare gli opportuni interventi terapeutici e di ottenere la guarigione.

La tubercolosi può essere portata da altri mammiferi; domestici selvatici ed esotici. Il latte non pastorizzato, ad esempio, è un alimento ad alto rischio nelle zone endemiche. In alcuni luoghi le norme mirate a prevenire il diffondersi della TBC limitano il possesso di animali; per esempio, lo stato della California proibisce il possesso dei gerbilli. La TBC nel bestiame è causata dal Mycobacterium bovis.

In Nuova Zelanda è stato scoperto che l’infezione del bestiame è più probabile nelle aree in cui le specie vettore come l'opossum volpino australiano entrano in contatto con il bestiame ai confini delle fattorie. Controllare i vettori attraverso l'eradicamento dell'opossum è l'approccio per eliminare la malattia dalla Nuova Zelanda.

In Italia il cinghiale è considerato un reservoir dell’infezione tubercolare. In Irlanda e nel Regno Unito, una specie vettore per la diffusione della tubercolosi è stata identificata nel tasso. Il governo inglese tuttavia ha deliberato contro una proposta per l'abbattimento dei tassi.

 

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