CUNEO
ALICE MARINI - “Stare sempre con le stesse persone, frequentare gli stessi posti, non faceva più per me. All’inizio volevo dire di no, ma mia mamma mi ha convinto: ‘Se avessi la possibilità, lo farei’. Così un giorno le ho detto: ‘Vado!’. Quello che sto vivendo con Strade Maestre è esattamente quello che cercavo”.
“È bello essere trattata come persona, non solo come studentessa. Non mi sento più un numero sull’elenco burocratico del liceo. Questo mi fa sentire felice”. “Staccare dal metodo tradizionale di studio non è facile, diventi molto più responsabile di te stesso e di cosa devi fare”. L’esperienza di Strade Maestre, fatta di autonomia, scoperta e responsabilità, sta trasformando il modo in cui Amanda, Caterina, Cecilia, Emma, Filippo, Giovanni, Jeanne, Leonardo, Lorenzo, Natan, Raabiyah, Ramon e Tommaso vivono la scuola. Lontani dalle aule tradizionali, i ragazzi seguono un percorso educativo che unisce apprendimento e territorio.
Non tutti gli studenti, però, hanno vissuto un’esperienza senza difficoltà. “La preside ha vietato ai professori di parlarmi”, racconta uno dei ragazzi. “Non ho problemi a seguire gli argomenti, perché i miei compagni mi passano le cose. L’esame di fine anno lo farò in un’altra scuola. E' stata una scelta mia: anche se mi hanno messo i bastoni fra le ruote, l’ho fatto lo stesso”.
Strade Maestre è un progetto della Cooperativa Sociale “CamminaMenti”, con sede nel comune di Rende, in provincia di Cosenza. Qui c'è una base operativa che cura il rapporto con le scuole, che non è sempre lineare e uniforme. “Siamo in un ambito sperimentale – spiegano gli organizzatori –. Siamo i primi al mondo a proporre un percorso scolastico così lungo e completo. C’è sempre chi si entusiasma e chi ha le sue perplessità”.
Fare lezione in cammino ti rende davvero partecipe. "Lo fai con più voglia, con più piacere. Non cammini solo con i piedi, ma anche con la testa". Gli insegnanti precisano che il cammino deve essere presente, ma non totalizzante. “Non è una sfida assoluta – spiegano –. Deve occupare circa mezza giornata, lasciando spazio ad altre attività. L’obiettivo è conciliare movimento, apprendimento e tempo libero, in modo che l’esperienza resti completa e sostenibile”.
“Non è scuola, non è università: è una grande famiglia”, racconta una studentessa di Strade Maestre. La quotidianità in cammino passa anche attraverso il cibo. “Dipende – spiegano –. Ci viene offerto dove dormiamo, oppure al mattino andiamo a fare la spesa e ognuno mette qualcosa nello zaino. Abbiamo un budget e compriamo quello che vogliamo”.
Gli organizzatori sottolineano che il progetto non vuole diventare una scuola per ricchi: “Se la maggior parte non se la può permettere, di cosa stiamo parlando? Il valore non è economico, ma sociale”, spiega un insegnante. Il progetto è sostenuto anche da sponsor come il CAI, mentre le famiglie pagano una retta mensile su base reddituale. L’obiettivo è riuscire a far diventare Strade Maestre un’esperienza accessibile a tutti, anche pubblica, attraverso borse di studio e attività di fundraising.
I 14 studenti, provenienti da diverse regioni d’Italia e con percorsi scolastici differenti, hanno iniziato il secondo anno in cammino il 15 settembre, partendo dal Colle del Gran San Bernardo per un viaggio zaino in spalla che li porterà dalla Valle d’Aosta fino in Sicilia. Martedì 14 ottobre si sono presentati a un incontro pubblico in Comune a Cuneo, accompagnati dai loro insegnanti-guide escursionistiche.
Le tappe in provincia di Cuneo hanno toccato luoghi diversi, dall’ex caserma Il Quartiere di Saluzzo al co-housing Andirivieni di Busca, fino alla palestra scolastica di Dronero trasformata per una notte in rifugio. Ogni sosta è diventata occasione di dialogo e accoglienza. Il viaggio proseguirà lungo la Valle Vermenagna fino al Col di Tenda, attraversando la Francia e arrivando a Ventimiglia a fine ottobre. A novembre la classe itinerante sarà in Liguria e a Genova, con sosta al rifugio CAI del Monte Argentea, prima di imbarcarsi per la Sardegna da nord a sud fino a Cagliari. A gennaio il percorso riprenderà da Civitavecchia, seguendo Monti della Tolfa, Viterbo, Terni e Rieti, fino al Cammino di San Benedetto e l’arrivo a Roma a metà febbraio.
Alice Marini