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Nell'Abisso della Donna Selvaggia a Garessio si sono addestrati nei salvataggi estremi in grotta

MONDOVì

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L’11 e 12 maggio l'Abisso della Donna Selvaggia, situato nel comune di Garessio (CN) a circa un’ora di cammino dal piccolo centro abitato di Pianbernardo, ha ospitato i tecnici della delegazione Piemontese, parte integrante del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) coinvolti in una esercitazione rientrante nel programma annuale di formazione e mantenimento stabilita dalla Scuola Nazionale Tecnici Soccorso Speleologico (SNaTSS). 

La grotta, conosciuta sin dagli inizi degli anni ’60 e caratterizzata da un deciso sviluppo verticale oltre che dalla bellezza e ricchezza delle sue concrezioni, attira ogni anno speleologi provenienti da tutto il Piemonte e dalle regioni limitrofe e ospita corsi di speleologia caratterizzati da gruppi numerosi di allievi ed insegnanti.

In questo contesto risulta fondamentale il presidio del CNSAS che garantisce in caso di incidenti un intervento medicalizzato tempestivo.

L’esercitazione, oltre che a rafforzare la conoscenza del territorio e della grotta tra i propri membri provenienti da tutto il Piemonte, ha avuto lo scopo di verificarne le competenze tecniche come da linee guida della SNaTSS, che prevede per ogni volontario il superamento di un esame di mantenimento della qualifica ogni tre anni.

Le operazioni sono iniziate sabato 11 con l'invio di una squadra di primo intervento partita dal magazzino di Garessio, e contemporaneamente di altre due squadre dalle basi operative di Cuneo e Torino, che grazie al veicolo cofinanziato dalla Cassa di Risparmio di Cuneo si sono anch’esse dirette verso l’Alta Valle Tanaro.

Il primo gruppo ha tempestivamente raggiunto l'ingresso - a quota 1310 m - e quindi il luogo dell'incidente simulato a -200 m di profondità, calandosi nella grotta con tecniche di progressione su corda.

I membri della squadra hanno quindi prestato il primo soccorso e condizionato il figurante, compiendo una prima valutazione delle condizioni mediche accuratamente registrate su di un'apposita scheda.

Nel frattempo, i volontari provenienti da Cuneo e Torino giunti sul posto hanno approntato una linea telefonica in grado di garantire le comunicazioni da ogni punto della grotta all'ingresso e, da qui, al campo base, dove è stata allestita la Direzione delle Operazioni. 

Trasmesse all'esterno le condizioni del ferito, è stato pianificato il recupero con l'invio all'interno della grotta di un medico e di un infermiere del CNSAS, entrambi abilitati agli interventi in ambiente ostile, che lo hanno ulteriormente condizionato e predisposto per il trasporto. 

Tutte le operazioni si sono svolte sotto il continuo monitoraggio da parte degli Istruttori Regionali della SNaTSS che hanno avuto modo di valutare attentamente le competenze dei tecnici.

 L'esercitazione è proseguita senza interruzioni durante la notte e si è conclusa domenica 12 con un pieno successo: uno dei due Aspiranti Operatori di Soccorso (AOS), ammesso lo scorso anno al percorso di formazione, ha progredito certificandosi come Operatore di Soccorso Speleologico (OSS), tre dei quattro OSS hanno completato il percorso biennale di formazione, certificandosi come Tecnici di Soccorso Speleologico (TSS), mentre altri 12 volontari hanno brillantemente superato la verifica di mantenimento.

Le operazioni hanno coinvolto in totale 32 partecipanti che hanno avuto modo di affinare le proprie competenze e l’affiatamento con la squadra, elementi fondamentali per un intervento efficiente e tempestivo.

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