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La montagna cuneese chiede solo di poter lavorare, in arrivo primi aiuti per 20 milioni

CUNEO

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CUNEO CRONACA - Piemonte significa ai piedi dei monti (pedemontium), definito così perché circondato su tre lati dalle montagne delle Alpi Occidentali e dell'Appennino ligure. La montagna cuneese riveste un ruolo di vitale importanza per l'economia della provincia, con un indotto stimato di 200 milioni di euro all’anno.

"Oltre il 55% della nostra provincia è rappresentata dalle Terre Alte, un patrimonio che non va soltanto tutelato e preservato, ma a cui va garantito un futuro - ha ricordato il presidente di Confindustria Cuneo, Mauro Gola -. La montagna contribuisce a oltre il 16% di prodotto nazionale lordo. Il 20% dei Comuni italiani sono montani e sono perfettamenti integrati con le filieri produttive".

La montagna cuneese chiede solo di poter lavorare. La manifestazione di oggi (lunedì 22 febbraio) a Cuneo è la prova che la misura è colma. Il mondo dello sci è sceso in piazza con tutti i protagonisti della chiusura comunicata a 12 ore dalla ripartenza prevista delle attività sciistiche nelle zone gialle.

Presente alla manifestazione anche il presidente della Regione, Alberto Cirio, che ha dichiarato: "La prima necessità per il Piemonte è rivendicare che non c'è un turismo di serie A e un altro di serie B. Il turismo montano merita la stessa attenzione di quello balneare. Sono fiducioso verso il governo. Ci auguriamo che i ristori arrivino in tempi brevissimi".

Intanto un primo importo dei 20,5 milioni di contributi economici, provenienti da risorse statali, stanziati per gli operatori della montagna danneggiati dalle chiusure per l’emergenza epidemiologica, è stato previsto dalla delibera della Giunta regionale, che ha ottenuto all’unanimità il parere preventivo favorevole dalla Terza commissione, presieduta da Claudio Leone. Come ha spiegato l’assessore regionale al Turismo Vittoria Poggio, verranno ripartiti "una tantum" 5,3 milioni per i gestori degli impianti di risalita che abbiano garantito, se possibile, una minima apertura e di 1.500 euro per le agenzie di viaggi.

In Piemonte operano oltre 1800 maestri di sci, a loro verrà assegnato un bonus di 2000 euro se hanno effettuato almeno trecento ore di lezione nelle stagioni 2018-2019 e 2019-2020, di 1000 euro se hanno effettuato almeno 150 ore, 200 euro se hanno svolto meno di 150 ore. Come si legge nella delibera, i nuovi maestri che hanno ottenuto l’abilitazione a decorrere dal primo settembre, ma che non sono stati ancora in grado di iniziare l’attività per la chiusura degli impianti o perché non attualmente in organico alle scuole, godranno invece i 600 euro. Poggio ha infine annunciato anche un primo sostegno di 300.000 euro per gli sci club, tramite la Fisi (Federazione italiana Sport invernali).

 

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