BRA
FIORELLA AVALLE NEMOLIS - Spingo il portone della Scuola dell'Infanzia di Sant'Antonino, cigola un po', è quasi rauco. Chissà negli anni quante innumerevoli volte le manine di bimbi hanno lasciato la loro impronta su quel legno paziente. Varco la soglia e mi coglie uno sbuffo di aria natalizia: lungo il corridoio spiccano tanti cappelli di Babbo Natale.
Sotto ci sono i bimbi che, schierati di fronte alle pareti, fremono perché finalmente si sveli il murales di otto metri: è il loro capolavoro di neo pittori, con tutti i nomi di chi ha partecipato e diretto dalla sapiente e paziente Maura Boccato, la poliedrica artista braidese. Dopo i saluti di Paolo Ciravegna, il presidente del direttivo, le maestre si adoperano per aprire la tenda, che sembra quasi respirare: custodisce un piccolo universo pronto a svelarsi.
Per godermi la scena, non passo inosservata mentre, vestita da Elfo, raggiungo la cima del corridoio: è l'istante in cui la festa comincia, quando si accendono gli occhi dei bambini; c'è chi allunga il collo per vedere meglio, qualcun altro si copre la bocca con la manina per lo stupore.
Hanno ben ragione di stupirsi: il murale che si apre con la scritta "Bra" racconta i luoghi più importanti della città; tra questi spicca la Zizzola, l'inconfondibile costruzione ottagonale, sentinella e identità della città.
Maura Boccato, che ci sa fare con le anime giovani, incoraggia i bambini a riconoscere alcuni luoghi sui murales, che alzano subito le manine, impazienti di confermare ciò che avevano appreso durante le visite alla città compiute nel corso dell'anno.
“Questo murale rappresenta la città di Bra, i posti dove sono già stati o dove andranno - mi spiega l'artista –. Ha una valenza didattica, perché sanno poi riconoscere le varie forme all'interno della vera città. Il dipinto collega l'attività promossa durante l'anno, anche facendo corrispondere i colori dei luoghi, dei monumenti: la Zizzola con i mattoni rossi, la scuola con le mattonelle azzurre e via discorrendo”.
Intanto ascolto Valeria Pautasso, la coordinatrice didattica che espone il tema dell'anno: “I bambini più grandi, di 5 anni, sviluppano l'argomento città, andando sui luoghi, quelli di quattro anni si dedicano alla scoperta della natura, e i più piccoli...” Ma, improvvisamente, le grida dei bimbi coprono le parole della coordinatrice. Sta succedendo qualcosa! C'è frastuono e movimento, le maestre Anna, Betta e Carlotta stanno preparando i bimbi per uscire in cortile. Appena riesco, nella confusione, a raggiungere l'uscita che dà sul cortile, lo spettacolo che si presenta è sorprendente: come il celebre coro dell'Antoniano, quello “nostrano” dell'Antonino risuona potente.
Tanti piccoli Babbi Natale cantano con voci squillanti come campanelli che si intrecciano nell'aria del cortile. Di fronte a loro, il pubblico dei genitori e dei parenti li circonda, come in un abbraccio.
Marisa, la maestra che insegna l'inglese dirige, in lingua, il coro delle tre classi: pesciolini, coccinelle e scoiattoli. E, attraverso un suo cenno, un suo sorriso, un suo incoraggiamento le voci si alzano all'unisono.
Tutto l'evento si è svolto sotto la regia attenta di Marcella Brizio Pacotto, vice presidente del direttivo, che da docente mantiene uno sguardo vigile sul futuro dei nostri giovani a partire sino dai più piccini.
Apprendo che, a partire da gennaio, si aprono le iscrizioni, quindi il direttivo è a disposizione dei genitori per fare conoscere la realtà della centenaria storia della scuola dell'infanzia di Sant'Antonino di Bra.
E la storia continua, con il portone di legno paziente che si apre e si richiude sulle voci dei bambini.
Fiorella Avalle Nemolis