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L'Italia del boom a Cherasco: mostra sul "bello" che ha trasformato il modo di vedere di cose

BRA

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Dopo avere affrontato, nel 2016, il suo lungo rapporto con i Savoia e, nel 2018, il suo ingresso nella modernità con la presenza di Napoleone, la città di Cherasco, in provincia di Cuneo, intende rivisitare, nel 2019, un tempo più vicino, il tempo che offrì agli italiani la possibilità di ricostruire la propria esistenza sulle macerie, e sulle miserie, di due guerre mondiali. Nel 1950, elaborato il lutto, ripartito il lavoro e trovato un equilibrio politico, l’Italia decise, quasi inconsciamente, di cambiare passo ed entrare a far parte di quella società tecnologicamente attrezzata che gli americani liberatori conoscevano già da tempo.

La mostra "Boom! Italia 1950-1966", allestita fino al 16 giugno nella sede di Palazzo Salmatoris, in via Vittorio Emanuele, a Cherasco (ingresso gratuito dal martedì alla domenica 10-12,30, 14,30-19, lunedì chiuso) racconta in un allestimento divertente, ricco di sorprese e pezzi unici l’avventura di una generazione “povera ma bella”, che dovette convivere con quella precedente nel suo aspetto borghese, benestante ed elegante: entrambe impegnate a conquistare le infinite meraviglie che a tutti offriva un tempo nuovissimo, in cui ogni cosa sembrava possibile. La mostra narra questa progressiva trasformazione, proponendo la ricostruzione di una abitazione, di una scuola, di un ufficio, delle attività sportive; ma anche i momenti ludici del bar, del pomeriggio in sartoria o sulla spiaggia. Ma anche i momenti di grande impatto come il Centenario dell’Unità d’Italia-Italia ’61, e il Concilio Vaticano II troveranno uno spazio speciale (leggi QUI l'intervista al curatore Flavio Russo).

Il leitmotiv narrativo della mostra saranno i giornali, quotidiani e settimanali ritornati finalmente liberi e propositivi: le splendide tavole della Domenica del Corriere e del Corriere dei Piccoli - vera storia illustrata dell’epoca; le prime pagine, con titoli a caratteri cubitali de La Stampa; le fotografie d’epoca, le locandine cinematografiche e tutti quegli oggetti, utili, ma trasformati da un nuovissimo concetto di design, che avrebbero trasformato radicalmente l’estetica stessa del vivere comune. In Boom! Italia 1950 - 1966 ognuno può fare il suo percorso in un allestimento che coinvolge e diverte, trovare il suo mondo e scoprire le proprie passioni - dalla moda alla cultura, dal sociale alla tecnologia, dall’arte alla musica - in un tempo che appare lontano, ma che è il vero fondamento della cultura di oggi.

In quegli anni il nuovo modo di vedere, e di voler vedere, le cose, ispirò in modo straordinario progettisti fantasiosi che in un incontro innovativo con l’industria, portarono sulla scena del consumo prodotti nuovissimi: in un crescendo di entusiasmo quegli anni furono caratterizzati da un mix frizzante e creativo che la televisione, nuovissima protagonista della vita quotidiana, non senza un pizzico di ironia, portò nelle case italiane, con la complicità dei bambini figli della pace. E le donne, uscite dal periodo durissimo delle due guerre mondiali, diventano in questi anni le vere protagoniste della vita del paese: grazie alle nuove tecnologie che facilitano il lavoro domestico, all'aumento progressivo dei salari mettono in questi anni le basi per una vera e propria emancipazione, pur essendo ancora “gli angeli del focolare”.

Tantissimi gli “imperdibili” di una mostra curiosa, costruita sulla passione di collezionisti meticolosi che hanno messo a disposizione il frutto di anni e anni di ricerche, così come sulla collaborazione di prestigiosi musei e fondazioni. Fra i molti, per il design, alcuni mobili da ufficio disegnati da Ettore Sottsass per la Abet Laminati, il primo computer del mondo Olivetti, il mitico P 101, le primissime lavatrici a mano. Ricchissima la sezione dedicata all’editoria, con le prime edizioni degli straordinari libri di autori italiani editi in quegli anni, come L’orologio di Carlo Levi, o De Profundis di Salvatore Satta, fotografie degli anni che avrebbero dato il via al Boom!, ma anche tantissimi giornali di moda e costume dell’epoca. E poi capi d’abbigliamento, oggetti come le calze nere delle Sorelle Kessler che, imposte dalla censura a Canzonissima, divennero oggetto iconico per eccellenza. E ancora: i manifesti e le locandine della stagione cinematografica del neorealismo che si mescolano in un viaggio nella memoria scandito dalle copertine del Corriere e de La Stampa che ricordano avvenimenti come l’alluvione del Polesine, il crollo della diga del Vajont, la liberazione di Trieste, le Olimpiadi di Roma 1960 alle Copertine del Corriere dei Piccoli con le imperdibili “avventure del Signor Bonaventura”.

Testimonianze dei movimenti artistici del tempo e i libri dei grandi premi letterari convivono con i fumetti finalmente leggibili senza censure, con le illustrazioni pubblicitarie, con i caroselli televisivi. E con le canzoni, le tante canzoni scritte da poeti, oppure da moderni giullari da spiaggia; canzoni dal ritmo sempre più sincopato e cosmopolita, più irrequieto e internazionale: Claudio Villa, Pino Donaggio, Gino Paoli, Mina, Carosone, Celentano, e i complessi italiani, figli dei Beatles e dei Rolling Stones. “Boom! Italia 1950-1966” è una mostra in cui compaiono insieme Coppi e Pio XII, Mike Bongiorno e Fellini, Gassman e il Gattopardo, Totò e le Kessler, sotto la neppure troppo occulta regia di un’America che, mentre ci aiutava a rialzarci, ci forniva anche “gli stivali per camminare”.

La mostra, organizzata dall’Associazione “Cherasco 1631”, è curata dal suo presidente Flavio Russo; l’allestimento tecnico dall’Ing. Giovanni Fornaca, con la collaborazione di Riccardo Aimone, Marzio Avalle, Silvano Bottacin e Piero Gandino. La ricerca e la schedatura delle opere d’arte sarà firmata da Cinzia Tesio, tradizionale curatrice della grandi mostre d’autunno cheraschesi.

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