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Governo del cambiamento? Ciascuno ha la sua idea, ma fino alle Europee non succederà nulla

CUNEO

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PIERCARLO BARALE - Fino alle elezioni europee non vi saranno cambiamenti nei rapporti fra pentastellati, partito di maggioranza relativa alle ultime consultazioni nazionali e la Lega salviniana, alleato di minoranza. Assieme hanno costituito il governo definito del cambiamento, pur avendo - ciascuno - un concetto di cambiamento totalmente differente. Hanno cercato di concordare - dopo faticose trattative - redigendo un contratto di governo, un programma minimale. Ognuno ha privilegiato le promesse elettorali sbandierate nella lunga propaganda, ripromettendo di realizzarle in pochissimi mesi. Alla luce non dell'interesse generale, ma per adempiere alle promesse. A prescindere dalla sostenibilità economica, dalla compatibilità con la normativa costituzionale e con gli impegni assunti in sede europea. In particolare, fregandosene allegramente - ambedue le formazioni politiche - dell'obbligo introdotto nella Costituzione, quando stavamo per fallire, del pareggio di bilancio. Con tale solenne - velocissima e concorde modifica - abbiamo evitato il défault, rassicurato l'Europa, già abituata al nostro metodo di vivere al di sopra delle possibilità e di indebitarci.

Avevo sentito una militante leghista affermare che, ai gazebo, sentono cosa desiderano i sostenitori, e li traducono in provvedimenti legislativi, se arrivano al governo. In sostanza, assicurava la pasionaria a guardia del punto propaganda, l'unico riferimento è la volontà degli elettori del partito. Ed è obbligo assoluto darvi esecuzione. Sempre - o quasi - le richieste dal basso sono comprese nel vastissimo programma elettorale, il libro dei sogni per amministrare uno stato con 2350 miliardi di debito pubblico, corrispondente a più del 132 per cento del pil. Senza spendere un euro - tutti quanti - vivendo d'aria, non riusciremmo, in un anno, a rimborsarlo. Ne resterebbe il 32 per cento, per un altro quadrimestre di rinunce globali. E' pur vero che gli Usa arrivano a 18 mila euro, di debito, un terzo del quale detenuto dai cinesi. Ma stampano i dollari a piacimento e le loro obbligazioni sono testate come Aaa, mentre le nostre arrivano a stento a Bbb, l'anticamera della spazzatura. Una piccola diminuzione nelle valutazioni ed i nostri titoli - divenuti spazzatura, non potrebbero più essere detenuti dai fondi sovrani e da quelli privati qualificati: il défault.

La parziale realizzazione delle promesse elettorali è stata micidiale, senza - per ora - portare ad una ripresa dell'economia e dei posti di lavoro, se non a livello di un paio di decimali. Per contro, il debito è cresciuto, come la spesa pubblica, che avrebbe dovuto diminuire. Il ministro della propaganda - ufficialmente dell'interno - ha percorso in lungo ed in largo la penisola per esigenze elettorali con scadenze a cascata, estendendo le sue visite all'Europa dell'est. Non mira soltanto al primato in patria, ma si propone come leader europeo con la ricerca di una rivoluzione autoritaria di destra. Pare non si avveda che i suoi partner, concordi nello svoltare a destra, sono assolutamente contrari al nostro indebitamento. Sono sempre stati i primi - con quelli nordici - a censurare il nostro allegro modo di amministrare, pur utilizzando la moneta comune.

La svolta futura europea come ipotizzata dal "Capitano" e soci dell'Est, sarebbe disastrosa per il nostro gigantesco indebitamento. Ma il "Capitano" si muove, da noi ed in Europa - dove è famoso per le assenze reiterate a incontri e impegni - spinto da un'ambizione personale sconfinata. Ha subito scelto la guerra ai migranti, contro i quali ha seminato odio, suscitato paure che hanno offuscato le nostre tradizionali ospitalità ed accoglienza. Ha indicato l'ammontare degli irregolari, anzichè nei 90 mila effettivi accertati, in seicentomila. Sono differenze rilvantissime, in quanto su 60 milioni di cittadini, 90 mila irregolari costituiscono un rischio esiguo. Si è accanito contro i soccorsi in mare, privilengiando la sicurezza nazionale - che non era in gioco - contrabbandata come in pericolo, rispetto ai soccorsi, dovuti in base alle normative nazionale, europea ed internazionale.

La semina della paura e dell'odio fa seguito al sistema di governo berlusconiano nei confronti dei comunisti. Dallo stesso ha derivato la capacità di pubblicizzare sè stesso, dall'alba al tramonto ogni giorno, con ostentazione di ruspe, felpe e divise di ogni corpo di pubblica difesa, esibizione di fidanzate a tempo, abbuffate e selfie. Il "Capitano" che minaccia i migranti, ma teme i processi, raccoglierà consensi alle prossime europee. Ma in Parlamento non ha i voti, che consentirebbero ai pentastellati di accordarsi con il Pd e salutarlo.

Piercarlo Barale

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