MONDOVì
CUNEO CRONACA - Ci sono immagini che attraversano il tempo. Altre che cambiano il nostro modo di guardarlo. Dal 21 luglio al 4 ottobre il Polo Espositivo della Chiesa di Santo Stefano di Mondovì ospita “Muse Ribelli. Donne, immagine, potere nella storia dell’arte”, la grande mostra curata da Consuelo Lollobrigida che invita a rileggere cinque secoli di storia attraverso il potere delle immagini.
Oltre sessanta opere, tra dipinti, fotografie, installazioni e video, mettono in dialogo grandi protagoniste del passato e artiste contemporanee, da Artemisia Gentileschi a Shirin Neshat. Il percorso esplora il modo in cui l’arte ha costruito, interpretato e trasformato l’immaginario femminile nel corso dei secoli.
Più che una mostra dedicata alle donne artiste, “Muse Ribelli” propone una riflessione sul rapporto tra immagini, identità e potere. Un invito a osservare il patrimonio artistico con uno sguardo nuovo, interrogandosi su ciò che le immagini raccontano e, soprattutto, sull’influenza che continuano a esercitare nel presente.
Durante la visita, il percorso si arricchisce di un’installazione interattiva dedicata a Frida Kahlo. Grazie all’intelligenza artificiale, il pubblico potrà dialogare con la figura dell’artista ed esplorarne la vita, le opere e il pensiero.
Ad accompagnare l’esperienza sarà anche l’audioguida ufficiale Amuseapp, con approfondimenti dedicati alle artiste e alle opere esposte. La mostra è inoltre pet friendly: gli animali d’affezione sono i benvenuti e potranno accompagnare i visitatori lungo tutto il percorso espositivo.
Tra le opere presenti figurano “Susanna e i vecchioni” di Benedetto Luti, olio su tela di 170 per 120 centimetri appartenente alla collezione Giovanni Malerba di Baida; “Giovinezza” di Emma Bonazzi, realizzata nel 1922 e conservata al Museo Ottocento Bologna; e “Unveiling”, dalla serie “Women of Allah” di Shirin Neshat, opera del 1993 realizzata con inchiostro su fotografia ai sali d’argento e proveniente da una collezione privata di Vicenza.
“Muse Ribelli” rappresenta un’occasione per lasciarsi sorprendere, mettere in discussione ciò che si crede di conoscere e scoprire come le immagini, ieri come oggi, contribuiscano a dare forma al nostro modo di vedere il mondo.
(Nell'immagine: Emma Bonazzi, Giovinezza, 1922 olio su tela, 97x86cm Museo Ottocento Bologna)