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Cuneo, lo sciopero generale in piazza Europa indetto dall'Assemblea per la Palestina

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CUNEO CRONACA - Si è svolto a Cuneo il corteo della giornata di protesta nazionale di 24 ore indetta da Usb e dai sindacati di base (Cub, Adl, Sgb) per esprimere solidarietà alla popolazione civile palestinese della Striscia di Gaza. Centinaia di persone si sono radunate in piazza Europa, tra studenti, docenti e cittadini, per denunciare quanto accade in Palestina e richiamare l’attenzione internazionale sulla violenza contro i civili.

"La Palestina non è un argomento politico – ha commentato un partecipante all'Assemblea – riguarda i diritti umani. E' una situazione che si verifica con il benestare di tutto il mondo occidentale. Sono contento di vedere tanti ragazzi, tanti giovani: il futuro siete voi". Segue il comunicato integrale diffuso dall’Assemblea:

"Siamo in un contesto drammatico segnato dal genocidio palestinese in corso e da un'escalation bellica senza precedenti. Il popolo palestinese è vittima di un'operazione di sterminio esplicitamente denunciata anche dall’ONU, ripresa in diretta e trasmessa da tutti i media, un'operazione che vede la complicità di tutti i governi occidentali, compreso il nostro. Ora l’esercito israeliano entra a Gaza City, preannunciando la soluzione finale della questione.

Nel frattempo, la guerra in Ucraina rischia di innescare scenari impensabili fino a poco tempo fa e difficilmente controllabili, così come nel resto del mondo gli scenari bellici si moltiplicano. Tutto ciò incide sulle nostre coscienze e sulle nostre vite. Le scelte della UE e del nostro governo, all’interno della cornice della NATO, non vanno nella direzione della pace, ma alimentano i venti di guerra, anche attraverso l’aumento delle spese militari e i conseguenti tagli all’istruzione e allo stato sociale. Sono politiche scellerate e senza futuro, che rispondono solo agli interessi di pochi, alla crescita dei profitti dell’apparato industriale militare, a scapito del bene comune, degli equilibri naturali del pianeta, della nostra capacità di restare umani.

Restare in silenzio ora significherebbe essere complici ed è perciò che sosteniamo tutte le iniziative contro la guerra, la militarizzazione della scuola e della società, volte a promuovere una cultura di pace e ispirate ai valori della Costituzione nata dalla Resistenza antifascista. Sosteniamo l’iniziativa della Global Sumud Flotilla, così come la precedente Freedom Flotilla, volte a costruire un corridoio umanitario verso la popolazione di Gaza, invitando a esercitare il diritto di parlare a scuola e in tutti i luoghi di lavoro di quanto sta accadendo nel mondo che ci circonda.

Chiediamo con forza che siano interrotti i legami del nostro Paese con Israele a ogni livello, dalle collaborazioni scientifiche ed economiche agli accordi con università israeliane. Il problema non è solo il criminale governo Netanyahu, ma l’occupazione coloniale e l’apartheid dei palestinesi messe in atto da decenni da Israele.

Non è il momento di restare in silenzio, a partire da noi docenti e studenti, che viviamo la scuola come istituzione e spazio di democrazia da difendere; costruiamo insieme un percorso di mobilitazione unitaria per fermare la barbarie e costruire un'alternativa possibile e necessaria".

Assemblea autoconvocata per la Palestina

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