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CUNEO/ Infrastrutture al centro del dibattito in Confindustria: "Pochi ma concreti progetti da realizzare"

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CUNEO CRONACA - L’assessore regionale piemontese alle infrastrutture, Marco Gabusi, è intervenuto alla seduta del Consiglio generale di Confindustria Cuneo. Di fronte ai circa 60 imprenditori presenti, che compongono l’organo di governo allargato dell’Associazione, l’esponente della Giunta di piazza Castello, accolto dal presidente, Mauro Gola, e dal direttore, Giuliana Cirio, ha relazionato dopo aver ascoltato il quadro della situazione e delle numerose problematiche sul tappeto illustrato da Giuseppe Viriglio, presidente della Sezione logistica-trasporti di Confindustria Cuneo, e le puntualizzazioni di Serena Lancione, presidente della Sezione autolinee dell’organizzazione di categoria provinciale e presidente della Sezione Piemonte e Valle d’Aosta di Anav, l’Associazione nazionale autotrasporto viaggiatori del sistema confindustriale.

Le questioni inerenti al mondo imprenditoriale, discusse in un franco confronto, sono numerose e determinanti per il futuro del nostro territorio che sconta un ritardo infrastrutturale ormai storico, aggravato dai danni arrecati sempre più spesso dal maltempo, come l’alluvione di pochi giorni fa che, in alcune aree, ha provocato conseguenze paragonabili a quelle registrate nel 1994. Vi è inoltre da tener conto degli effetti dell’emergenza sanitaria, i quali impattano in particolare sul divario digitale che appesantisce la capacità di reazione della Granda. Gabusi ha trattato punto per punto i temi segnalati da Confindustria Cuneo, che vanno ben oltre il perimetro di diretto interesse delle aziende, così sintetizzabili.

Per la banda larga il ritardo accumulato nella Granda è pesantissimo, tanto che ormai si ipotizza l’orizzonte temporale del 2025 perché sia raggiunto un numero appena sufficiente di aziende. La provincia sconta il fatto di essere considerata un’area che non garantirebbe il ritorno economico degli investimenti per potenziare l’infrastruttura digitale, onde per cui è necessario il finanziamento statale, e inoltre vi è il problema delle cosiddette “case sparse” che non saranno servite, terminologia che purtroppo comprende numerose imprese.

Quanto alla logistica viene evidenziata una carenza di programmazione che, ancora una volta, penalizza la provincia di Cuneo, mentre si tratta di un àmbito dalle grandi potenzialità, a partire dal retroporto di Vado Ligure, che per potersi sviluppare deve però entrare a pieno titolo nelle grandi direttrici nord-sud ed est-ovest. A questo si lega la situazione della viabilità, vulnus sempre più grave per il territorio, in attesa di opere indispensabili come l’autostrada Asti-Cuneo, oggi reso drammatico, e non è una esagerazione, dal disastro che ha interessato soprattutto il versante francese della zona del tunnel di Tenda.

In questo panorama così fosco spicca la nota positiva dell’aeroporto di Levaldigi che consente il collegamento veloce con il resto del mondo grazie anche al nuovo volo quotidiano da e per Monaco di Baviera proposto da Air Dolomiti, servizio che inizierà il 16 novembre. Lo scalo sarebbe quindi da valorizzare e sostenere ben più e meglio di quanto sia stato fatto in passato. Né sono esenti da serie problematicità la strada ferrata e il trasporto su gomma che in troppe situazioni viene contrapposto al treno, invece di lavorare per una sana integrazione dei rispettivi servizi, utile a tutta alla collettività. Su quest’ultimo punto l’assessore Gabusi ha sostenuto proprio questa tesi, spiegando anche la strategia della Regione riguardo alle ferrovie, la quale prevede investimenti per le tratte che abbiano un adeguato numero di viaggiatori («Dove serve», ha detto), e alle autolinee, con la possibilità di sovvenzioni per il rinnovo del parco mezzi con bus ecologici di nuova generazione.

Per l’area della Valle Vermenagna colpita dall’alluvione la ferrovia Cuneo-Ventimiglia secondo l’esponente della Giunta Cirio può essere un “tampone” provvisorio, ma certo non la soluzione per ridare la possibilità al traffico transfrontaliero di raggiungere le località turistiche montane. Occorrerà, quindi, accelerare il rispristino della viabilità su strada, coordinando le azioni da intraprendere con i francesi e auspicando la nomina di un commissario straordinario per il raddoppio del tunnel di Tenda.

Dopo aver sottolineato che per l’Asti-Cuneo si dovrebbe davvero essere all’imbocco del rush finale e annunciato che si aprono spiragli di concreta fattibilità per il traforo valico Armo Cantarana, più in generale, riguardo alle opere da realizzare e ancora da progettare, Marco Gabusi ha invitato a non confidare nelle potenzialità taumaturgiche del Recovery Fund, visto che i progetti finanziati dai fondi europei dovranno essere completati con una tempistica strettissima e quindi dovrebbero già essere immediatamente cantierabili. In merito al divario digitale Gabusi ha rassicurato sul fatto che coinvolgerà nella questione il collega assessore regionale competente in materia, Matteo Marnati.

Dopo un ulteriore scambio di opinioni fra l’assessore e Amilcare Merlo (il quale ha sottolineato con vigore l’esigenza che si avvii un tavolo di regia, in grado di individuare pochi, ma concreti progetti da realizzare nel più breve tempo possibile) e Marco Martini, il presidente Gola ha ringraziato Gabusi per la sua presenza e la sua disponibilità, ribandendo una volta di più che si è parlato delle esigenze non più derogabili di questa provincia, assolutamente necessarie anche per garantire lo sviluppo delle aziende esistenti e rendere effettiva l’attrattività riguardo a nuove iniziative imprenditoriali in arrivo dall’esterno.

 

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