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Covid in Piemonte, Marello: "Senza una fase nuova di unità politica, non si va da nessuna parte"

CUNEO

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Il mese di novembre ha portato un quadro piuttosto drammatico nella gestione dell’emergenza Covid in Piemonte.

Gli Ospedali da giorni sono al collasso con ricoveri triplicati rispetto a marzo e, alla data dell’11 novembre, il 99% dei reparti di rianimazione in sovraccarico. In un mese si è passati da 216 ricoveri a 4540: il 25% rispetto in più rispetto alla primavera. Ne consegue una carenza di personale sanitario, in numero insufficienti e costretto a turni massacranti per sopperire a quelli dei colleghi, spesso ammalati.

A Torino il sistema sanitario è in crisi: il Mauriziano, le cui immagini nelle scorse settimane sono note a tutti, non è il solo ospedale a essere in difficoltà. Lo sono anche quelli delle altre province, da Verduno a Tortona, dove vengono trasportati i malati in esubero.

Come più volte dichiarato dall’assessore alla Sanità Luigi Icardi a fronte dell’aumento esponenziale dei ricoveri la soluzione sarebbe quella di potenziare la medicina territoriale, già ipotizzata a luglio scorso e alla quale si sarebbe dovuto ampiamente lavorare nei mesi estivi: i medici di famiglia oggi sono invece nuovamente “allo sbando”. Tra i problemi più evidenti la carenza di vaccino antinfluenzale.

Non è ben gestito neppure il contact tracing che – per stessa ammissione dell’assessore regionale alla Sanità, come riportato dal Corriere Torino – non riesce a tracciare il 90% dei contatti stretti di positivi accertati.

Sono in crescita anche i focolai in Rsa e lungodegenze: In Piemonte il report rileva 56 nuovi focolai nell’ultima settimana in Rsa e altre strutture di lungodegenza, contro i 48 della scorsa settimana e un focolaio in ospedale. Dai dati regionali emerge che nelle strutture socio assistenziali sono stati registrati 575 nuovi positivi.

Inoltre nei nosocomi le cure per le patologie diverse dal Covid sono in buona parte sacrificate; molte persone sono a casa in isolamento in attesa di tamponi e di cure che non arrivano; i sindaci sono disorientati avendo perso ogni riferimento per la loro azione.

«La catena di comando in Regione è saltata, senza una guida, con tanti attori ma senza un preciso decisore», ha spiegato il Consigliere Maurizio Marello (nella foto),  «Di fronte a questo drammatico quadro la Giunta regionale non trova di meglio che discutere con il governo sul corretto livello cromatico (rosso o arancione) dell’emergenza. Lascio a voi ogni valutazione. Io mi limito a riportare i fatti, non senza una fortissima preoccupazione. Ma, a fronte di una crisi così straordinaria, se non si apre una nuova fase di forte unità politica non si va da nessuna parte».

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