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"Ciò che non muore", a Dogliani spettacolo sui giovani prigionieri nel ghetto di Terezin

MONDOVì

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CUNEO CRONACA - Ancora un altro originale e interessante appuntamento teatrale organizzato da Il Mutamento Zona Castalia, all’interno della rassegna "Storie di altri mondi" presso il Teatro Sacra Famiglia di Dogliani (Cuneo), venerdì 27 gennaio alle 21. "Ciò che non muore - Il giorno della memoria" trae spunto dalle drammatiche testimonianze dei ragazzi prigionieri nel ghetto di Terezin, attraverso i loro racconti, le poesie, i disegni.

Lo spettacolo vuole essere la testimonianza di un aspetto della deportazione che chiama in causa i piccoli e i ragazzi e pone l’attenzione sulle profonde lacerazioni nell’infanzia negata di migliaia di bambini, mettendo a confronto le drammatiche esperienze dei deportati adulti e il modo di vivere l’infanzia e l’adolescenza nel medesimo contesto.

L’obiettivo è il recupero anche del più piccolo o sconosciuto racconto di quella che è stata una tragedia dell’umanità, collocando al primo posto la Memoria, nella convinzione che ai giovani spettino diversi grandi doveri: la salvaguardia del passato, portare la luce su questi eventi drammatici, il rispetto eterno del dolore e la consapevolezza della storia.

Ricordando le vicende e la breve esistenza di alcuni di loro, lo spettacolo intende ricostruire la vita quotidiana dei bambini di Terezin, di cui colpisce la vitalità e il desiderio di futuro, contrapposti alla violenza senza eguale che dovettero subire.

Nei cuori degli spettatori risulteranno indelebili le parole e le testimonianze re-interpretate e drammatizzate dalle voci e dalle azioni attorali che coinvolgeranno i partecipanti in un viaggio da compiere insieme, dalla memoria verso una nuova luce, attraverso le esperienze forti, straordinariamente viventi, di chi ha saputo dimostrare che ciò che non può essere distrutto, si trasforma e si rafforza nell’amore.

 

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