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"Una Svolta per Ceva" sul nuovo asilo: "Contrari al metodo e al luogo scelto"

MONDOVì

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SERGIO RIZZO - “In merito al progetto del nuovo asilo, – spiega Fabio Mottinelli del gruppo di opposizione “Una Svolta per Ceva”,– vogliamo esprimere la nostra contrarietà al metodo che ha portato a questa scelta, ma soprattutto al luogo scelto.

Da quando quest’amministrazione si è insediata, il nostro gruppo consiliare ha spesso fatto notare la mancanza di programmazione, di progettualità, di visone del futuro e, giorno per giorno, questa carenza si è manifestata a ogni problematica emersa, non ultima nella vicenda del nuovo asilo.

Subito dopo l’alluvione del 2020, proponemmo di mettere mano al Piano Regolatore della città di Ceva (Cn), proposta rimasta inascoltata e che adesso avrebbe potuto essere d’aiuto, perché avremmo potuto inserire altre aree della città nell’elenco delle zone adibite a “servizi scuola”. La mancanza di programmazione è uno dei problemi maggiori di questa città perché produce l’alternanza d’immobilismo a decisioni dettate dalla fretta, cattiva consigliera, per far vedere che “si fa qualcosa” ma, nel caso in questione, si mette una toppa che è peggio del buco. Pensiamo che decisioni di tale portata debbano essere condivise ampiamente, in anticipo, con il consiglio Comunale ma anche con i cittadini, perché se è vero che il bando per ottenere i fondi richiede celerità d’intervento, è anche vero che la necessità di avere un altro sito a disposizione delle scuole si è palesato alla seconda alluvione in quattro anni. Il luogo scelto per il nuovo asilo è stato più volte inondato dalle acque e dal fango del Tanaro esondato a pochi metri.

Il sindaco a questa nostra obiezione ha risposto che il nuovo asilo verrà rialzato e che l’acqua “non va in salita”, allora ricordiamo al sindaco che, come l’acqua non va in salita, neanche le frane vanno in salita, ma in discesa, e tutta la zona soprastante la strada provinciale che passa sopra, e a lato dell’asilo, altro motivo per il quale siamo contrari, è considerata zona a elevato rischio frane come si evince dalle mappe dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale. Per riassumere, il nuovo asilo sorgerà a pochi metri da una zona a elevato rischio frane e a pochi metri da una zona a elevato rischio esondazione, tra l’incudine e il martello, in poche parole bisognerà affidarsi alla divina provvidenza per i nostri bambini.

Inoltre, secondo noi, esiste ancora la possibilità che l’area, cosidetta, ex– Alpilegno, venga classificata ufficialmente come area a rischio esondazione. Attualmente non lo è, ma alla seconda alluvione che investe tale area c’è da auspicare che qualche funzionario, ma soprattutto la politica, prenda provvedimenti in tal senso e che, quindi, smonti sul nascere il progetto dell’asilo ubicato in questa zona.

Oltre all’analisi fatta “a caldo” siamo andati presso gli uffici Comunali per prendere visione del progetto e approfondiremo il tema nei giorni seguenti. Per concludere ci chiediamo, anche a fronte degli interventi di ricalibratura degli argini che verranno eseguite, non sarebbe sufficiente mettere in sicurezza l’esistente con poche centinaia di migliaia di euro invece che spendere tre milioni di euro per una nuova costruzione in posto altrettanto infausto?

Infine, siamo anche rimasti stupefatti dalla possibilità che offriva il bando di poter ottenere anche i fondi per un asilo nido, con un secondo progetto e che l’amministrazione ha scelto di non cogliere. Secondo noi, a Ceva, c’è anche la necessità di avere un asilo nido pubblico”.

Sergio Rizzo

(Nella foto: il Municipio di Ceva)

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