MONDOVì
SERGIO RIZZO -“Abbiamo partecipato anche noi all’incontro dello scorso 11 febbraio a Ceva sull’Ospedale con l’assessore alla Sanità regionale, Federico Riboldi, e gli altri amministratori locali intervenuti, spiegano i dirigenti del Co.Di.Ce. Come noto, durante l’incontro sono stati annunciati l’apertura di un reparto destinato a ospitare 20 posti letto di lungodegenza (il cosiddetto “Ospedale di Comunità”), l’attivazione di un poliambulatorio specialistico (la cosiddetta “Casa di Comunità”) e l’acquisto di una nuova Tac (in sostituzione di quella attualmente presente).
Data la carenza di personale medico ed infermieristico, riconosciuta dallo stesso assessore, non è chiaro con quali risorse verrà assicurata l’operatività dei posti letto di lungodegenza e del poliambulatorio, ma sono segnali di attenzione al nostro Ospedale che comunque apprezziamo. Ciò, a condizione, però, che non sia compromessa in alcun modo l’erogazione degli altri servizi sanitari attualmente offerti a Ceva, come, in effetti, è stato garantito. Tuttavia, i nuovi investimenti annunciati per l’Ospedale incontrano solo parzialmente le esigenze del territorio. È vero che la presenza di una quota sempre più ampia di popolazione anziana fa crescere la domanda di ricoveri di lungo periodo, ma è altrettanto, e forse ancora più vero, che la collocazione dell’Ospedale di Ceva lo rende un presidio essenziale per la gestione delle emergenze nel nostro territorio. Lo abbiamo detto molte volte e torniamo a ripeterlo: da Mondovì fino a Savona l’unico Pronto Soccorso presente è quello di Ceva ed è dunque decisivo non solo il mantenimento, ma anche il potenziamento dello stesso, cominciando dalla riapertura h24, che torniamo a chiedere con forza. Come abbiamo detto all’assessore nel corso dell’incontro, non può essere un alibi permanente la penuria di medici di cui il Paese sta soffrendo in questa fase storica: è da anni che stiamo portando avanti questa richiesta e riteniamo pertanto che, nell’ambito di un organico come quello della Sanità regionale piemontese, sia comunque possibile trovare le soluzioni organizzative adeguate allo scopo. E chiediamo altresì che vada nella stessa direzione di rafforzamento del presidio delle emergenze a Ceva il protocollo d’intesa siglato con la Regione Liguria, risultato di una nostra proposta. Chiediamo, in particolare, che l’accordo si traduca in decisioni concrete, volte a far sì che le popolazioni residenti nelle aree piemontesi e liguri prossime all’Ospedale di Ceva possano farvi pieno riferimento quando necessario.
In conclusione, l’Ospedale di Ceva è stato riconosciuto quale Ospedale di Area Disagiata: è nostra ferma intenzione, concludono dal Co.Di. Ce. Attivarci e mobilitarci affinché questa dicitura trovi rispondenza nei fatti e non rimanga lettera morta. Vi terremo informati. Comitato Co.Di.Ce."
Sergio Rizzo