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Profumo di "Cheese" a Bra: ecco le novità della grande fiera dedicata ai formaggi

BRA

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FIORELLA AVALLE NEMOLIS - C'è già profumo di Cheese: dal 20 al 23 settembre torna a Bra, in provincia di Cuneo, la manifestazione internazionale dedicata ai formaggi a latte crudo. Ed è di internazionalità, alla presentazione dell'evento al teatro Politeama di Bra, che parla Carlin Petrini:

"Mi sento in dovere di esprimere la gratitudine a questa città, i braidesi sono orgogliosi di questo appuntamento. Cheese, ormai, è un bene comune perchè comincia a fare storia. La città si è internazionalizzata, e per questo ringrazio e mi complimento con l'amministrazione comunale che da sempre ci affianca, e per il modo eccellente in cui ha retto l'impatto di trecentomila vistatori, sotto ogni punto di vista. In 24 anni la rete internazionale si è consolidata, perchè Cheese è profondamente diversa da altre manifestazioni di territorio, perchè nel tempo ha portato avanti e vinto battaglie a livello internazionale. I produttori sentono l'esigenza di venire a Bra, che è il laboratorio: un elemento di incontro e di fratellanza. Non di chiusura, bensì volto a rigenerare la casearia in tutti paesi, dove questo non è stato possibile. Bra deve mantenere questa apertura verso il mondo, affinchè Cheese duri nel tempo. L'ultima sfida che abbiamo lanciato è sul discorso del naturale, che porta avanti l'asticella".

Breve ma significativo l'intervento del neo sindaco di Bra, Giovanni Fogliato: "Ringrazio tutti gli amministratori che mi hanno preceduto, l'organizzazione Slow Food e tutti coloro che, con Cheese, hanno contribuito a fare di Bra il centro di un evento di portata internazionale". "Naturale è possibile", il tema ampiamente trattato nella presentazione. Quello che fa bene agli animali fa bene anche al territorio, alla biodiversità, al gusto e alla nostra salute. Naturale, all'interno dei formaggi, significa fare un passo in più: la promozione e la tutela di tante piccole produzioni casearie che non utilizzano fermenti artificiali. Quindi, tra i tanti laboratori, ci sarà un'area dedicata appunto ai produttori "fermier", ossia coloro che trasformano solo il latte dei prorpi animali, che praticano prevalentemente il pascolo e producono formaggi senza fermenti selezionati o con fermenti autoprodotti. Quindi le grandi aziende accorte e i produttori di piccola scala aprono la strada a consumi più razionali, sani, equilibrati e sostenibili.

"E' fondamentale partire dal tipo di alimentazione degli animali - spiega Andrea Cavallero, già professore di alpicoltura dell'Università di Torino - Fino a 20 anni fa, era normale che gli animali erbivori si cibassero di erba, mentre oggi sembra una grande novità da introdurre". Molto coinvolgente la testimonianza di Emanuela Ceruti produttrice del presidio Slow Food del macagn, che ha dichiarato sarà ben felice di raccontare la piccola realtà produttiva della sua famiglia, ricca di storia e di preziosi saperi. Al dibattito, con argomenti illuminanti sul tema, hanno preso parte anche Guglielmo Garagnani, vicepresidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, e Silvia de Paulis del comitato esecutivo di Slow Food Italia. La moderatrice Carla Coccolo, responsabile eventi di Slow Food, ha svolto, come sempre, in modo egregio, il suo ruolo, mettendo a proprio agio ospiti e pubblico.

Non ci resta che attendere il mese di settembre, per immergerci tra tante nazionalità diverse di produttori, visitatori e di caci a volontà. Approfittiamone, è un'opportunità che noi braidesi abbiamo in casa, e che molte nazioni al mondo ci invidiano. Per chi volesse in anticipo saperne di più, il programma completo di Cheese 2019 è disponibile su www.slowfood.it. Anche facebook dedica ampio spazio alla kermesse, raggiungibile ai seguenti indirizzi: https://www.facebook.com/Italia.slowfood/ e https://www.facebook.com/SlowFoodEventsofficial/.

Fiorella Avalle Nemolis

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