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Beni Comuni, "l'ospedale unico nella Sanità post Covid-19": se ne discute a Cuneo

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CUNEO CRONACA - Giovedì 2 luglio, a partire dalle 17,45, presso la "Birrovia" della Vecchia Stazione Gesso, il gruppo consigliare dei Beni Comuni organizza un incontro pubblico su un tema fondamentale per il futuro della città di Cuneo sia dal punto di vista sanitario che urbanistico e sociale: "L’Ospedale unico di Cuneo nella sanità post Covid".

"Con questa iniziativa vogliamo dare un seguito alla deliberazione votata all’unanimità da tutti i gruppi politici del Consiglio comunale, che nella seduta del 19 novembre 2018 assumevano la scelta di una sede ospedaliera unica, subordinando tuttavia l’indicazione dell’area ad uno studio di fattibilità che prendesse in considerazione e confrontasse diverse soluzioni fra le quali in particolare quelle delle sedi attuali del S.Croce e del Carle.

Nella fase di elaborazione preliminare, tali ipotesi dovevano essere sottoposte ad un confronto con la cittadinanza, con il territorio e con le Commissioni consigliari affinchè potessero esprimere la loro opinione sulla base dei necessari approfondimenti progettuali e della abbondante documentazione già acquisita in passato. Con l’iniziativa in oggetto vogliamo quindi dare un seguito a precisi impegni assunti dal Consiglio comunale in tutte le sue componenti, proponendo prioritariamente per la sede del S. Croce una sorta di metaprogetto o studio di prefattibilità, da confrontare con altre ipotesi progettuali.

Peraltro le drammatiche vicende che il Paese ha attraversato a seguito della pandemia da Coronavirus (e in misura attenuata sta ancora attraversando in un contesto di diffusione mondiale esponenziale) impongono nuovi elementi di riflessione, avendo evidenziato aree di fragilità nelle strutture pur valide del nostro Servizio Sanitario Nazionale (e tuttavia indebolite da troppi anni di riduzione dei finanziamenti destinati alla Sanità) in particolare per quanto riguarda la scarsa integrazione fra funzioni territoriali e preventive (a lungo trascurate) e funzioni ospedaliere, spesso di alto livello, ma orientate prevalentemente alla riparazione del danno da patologie abituali, molto meno ad una risposta organizzata ad un evento epidemico di queste proporzioni (peraltro non facilmente prevedibile). Ciò riguarda in particolare la disponibilità di posti letto dell’area intensiva e semintensiva rispetto alle dotazioni di altri Paesi europei.

Notevoli criticità si sono poi riscontrate nell’uso improprio delle strutture assistenziali residenziali, utilizzate spesso per accogliere pazienti convalescenti che sovraccaricavano gli ospedali. E’ da rilevare che queste criticità si sono presentate anche nel nostro territorio, anche se in misura minore in relazione alle misure adottate e anche, a nostro giudizio, per la disponibilità di una seconda sede ospedaliera, quella del Carle, dotata di un reparto di Infettivologia di alto livello anche strutturale, di una efficiente Pneumologia e di 5 letti di Rianimazione, e dedicata esclusivamente per molte settimane alla patologia da Covid-19.

Ci è parso quindi opportuno, anche alla luce degli eventi intervenuti, organizzare un momento di confronto documentato sul futuro prossimo delle due sedi ospedaliere e sulla prospettiva più dilazionata dell’Ospedale unico, sulla quale ultima ci soffermeremo nella presentazione del dibattito, privilegiando in prima istanza la scelta della sede del S. Croce, in quanto adatta ad interventi aggiuntivi e sostitutivi di tipo modulare sull’edificio attuale, che consentiranno di mantenere l’attuale e sperimentato modello di risposta ad eventuali possibili ricadute pandemiche, mentre prenderà corpo per interventi successivi e sequenziali il rinnovamento integrale della struttura.

Ringraziamo fin d’ora l’Arch. Angelo Bodino, il Dott. Bruno Favilla Segretario aziendale dell’ANAAO, il Dott. Giuseppe Lauria Responsabile della Medicina d’Urgenza per il contributo autonomo e qualificato che vorranno dare al dibattito, che si vuole aperto ad ogni opinione di cittadini ed esponenti politici e sanitari".

Cuneo per i Beni Comuni


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