Meteo Radio Stereo 5 Euroregion Facebook Twitter Youtube Linkedin

Amici della provincia di Cuneo, la primavera non è perduta: la potremo ancora vivere!

BRA

Foto
Condividi FB

FIORELLA AVALLE NEMOLIS - Era la mattina del 21 marzo del 1963 quando, dalle finestre spalancate dell'aula, entrava festosa e biricchina la primavera.

Frequentavo Ragioneria all'istituto superiore "Guala" di Bra, in provincia di Cuneo. Avevo conosciuto Marzio, il mio futuro marito, a novembre; fu l'inverno più bello della mia vita, e in primavera il mio amore per lui esplose con lei.

Era incontenibile l'emozione, e il battito d'ali di farfalle che si posavano sui fiori era amplificato nel mio stomaco. Il profumo inebriante dei tigli e il lieve posarsi del polline sulle superfici, erano come carezze della natura.

Uno stato di grazia mi pervadeva, in ogni cosa vedevo la bellezza, mai come allora avevo provato tanta gioia nella quotidianità.

Alunna non proprio brillante, trascorrevo paziente e serena persino le ore di lezione, che fossero di matematica, di italiano, di chimica, per me erano tutte uguali, in classe ero io sola, con il mio banco di legno cigolante e, posteggiato accanto, il mio tappeto volante.

A bordo del mio mezzo silenzioso, confortevole e morbido, sorvolavo le mie fantasie. Sospinta da improvvise raffiche di vento dispettoso, mi improvvisavo pilota spericolata in picchiate, per poi risalire a cielo aperto.

Sarebbe stato un attimo schiantarsi contro quei severi ed attempati alberi del giardino sottostante alla scuola. Il suono della campanella mi richiamò in classe, le lezioni erano finite, mi affacciai speranzosa alla finestra, Marzio c'era ad aspettarmi...E furono solo carezze e baci.

Oggi è la primavera del 2020, lo scenario è mutato, la malattia mina la nostra sopravvivenza e con tutta la nostra forza lottiamo per superare gli eventi che ci travolgono e ci arrecano tanto dolore.

E allora esco in giardino per vedere la bellezza, c'è ancora, eccome: colori, profumi, luce, tutto in regola per una giornata primaverile, non manca nulla, ma è la paura a scardinare le nostre certezze.

Col naso all'insù, guardo il cielo azzurro e allora tiro fuori il mio vecchio tappeto volante, impolverato, ma sempre sicuro, per volare verso la bellezza, la speranza di un ritrovato senso di gioia, di ordine e pace.

Salite a bordo pure voi.

Fiorella Avalle Nemolis

VIDEO