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Ai giardini della Rocca di Bra una "biblioteca vivente" piena di storie da ascoltare

BRA

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FIORELLA AVALLE NEMOLIS - Quando passione per la natura, determinazione e generosità di una quindicina di privati fanno il miracolo: ridare vita all'antico parco dei giardini della Rocca a Bra (Cuneo), in piazza Spreintenbach. Dal 2014 un gruppo di volontari se ne prende cura e con poche parole ma tanti fatti, nel 2017 l'associazione "Amici della Rocca" diviene una virtuosa realtà: trasmette il benefico virus del "verde". Potente calamita, attrae e coinvolge nel collaborare, in vari modi, cittadini e istituzioni.

Prezioso bene comune l'isola verdeggiante, diviene punto d'incontro, ritrovo abituale per diverse pratiche sociali: esercizi di yoga, meditazione, passeggiate, ginnastica e, nel periodo natalizio, luogo prediletto per allestire presepi. Non mi perdo un evento che si profila molto partecipato: la giornata dei "libri che parlano". E' come una biblioteca vivente, propone l'ascolto di chi, in pubblico, si offre di sfogliare insieme il libro della propria esistenza.

L'ingresso ai giardini è un trionfo di verde brillante, clorofilla vibrante, punteggiata da mille colori e guarnita da secolari e burberi alberi che, dispettosi, solleticano il cielo, di un azzurro così accattivante. C'è animazione gaia e serena, colori e atmosfera da dipinti di Monet: plaid posati sull'erba, con mamme e papà distesi, nonni che trastullano i bimbi, ragazzi che ridono, amici che si incontrano dopo tanto tempo, cani che giocano con i loro padroni. Ai giardini della Rocca si compie il miracolo: il tempo si ferma e si vive il presente. Ogni "libro parlante" si è scelto un angolo, mi fermo da quello intitolato "Vi racconto le mie sfide" di Laura Avalle.

Colpisce il curioso allestimento: un pupazzo vestito da chirurgo, posato su una scatola da pronto soccorso, una sirena da ambulanza, insomma si intuisce la trama: sofferenza per interventi chirurgici. Laura, si è sottoposta per anni a continui interventi di allungamento degli arti, superiori ed inferiori, causa una condroplasia, ossia bassa statura. Laura, testa ricciolina, lineamenti minuti, ha occhi grandi e verdi, sgranati al mondo, a cui per nussun costo ha voluto rinunciarvi, così determinata e schietta.

Com'era il mondo visto da solo 1,19 di altezza?

"Con il perenne e faticoso sguardo all'insù, risolto poi, con uno normale, grazie al traguardo di 1,43 di altezza"

Com'era la tua vita con lo sguardo all'insù nel quotidiano?

“Era essere attorniata da sgabelli per potere accedere a tutto ciò che mi circondava, dal lavello del bagno, alla tavola, agli interrutori della luce. Insomma tutto è a misura di persone che hanno una crescita normale"

Quando hai maturato la decisione di sottoporti all'allungamento?

"All'età dello sviluppo, un momento terribile, non sopportavo più un mondo che non era a mia misura. Volevo essere come gli altri. C'era la possibilità di diventarlo, perchè non farlo? Certo è stata un'esperienza durissima, ma mi hanno supportata l'affetto e la pazienza dei miei genitori e di tutte le persone che mi vogliono bene. Un periodo lunghissimo, dal 1997 al 2001. Però ho raggiunto il mio traguardo, sudatissimo, di 1,43 di altezza".

Cosa ti infastidiva di più?

"Essere fissata dalle persone, soprattutto dagli adulti. I bambini, invece, quando spiegavo il mio problema, capivano la mia sofferenza e ai loro occhi, diventavo come loro"

La più bella soddisfazione?

"Quando mi sono infilata i pantaloni di prima e ho constatato che da lunghi erano diventati corti, proprio come i famosi pinocchietto. Prima dovevo accorciare tutto! La gioia grande è stata liberare la casa di tutti gli sgabelli e di avere una totale indipendenza. E ti assicuro che non è poco! Certo, fatico ancora a fare delle cose, ma per me va benissimo così, mi accontento di poco, la salute è tutto".

Laura ha 37 anni, abita a Bra, guida l'auto, ha un lavoro, vive con il suo compagno ed ha in progetto di sposarsi. Proprio come tutti gli altri! Dopo l'incontro profondo e toccante con Laura Avalle, alleggerisco l'emozione e volgendo lo sguardo in giro, tra tanto verde, spicca il rosso vivo di due imponenti mezzi dei vigili del fuoco. Mi avvicino...

Qual'è il titolo del vostro libro?

“Non si scherza con il fuoco”

A cosa bisogna fare attenzione?

“Mai sottovalutare i rischi tra le mura domestiche, dall'elettricità, agli apparecchi a gas, incidenti che superano quelli stradali e del lavoro. Manutenzione ordinaraia e straordinaria degli impianti, da parte di personale qualificato. E soprattutto non fare imprudenze, come per pigrizia, salire su sedie traballanti, per non prendere la scala. Ci sono mille pericoli: pensare sempre alle conseguenze delle nostre azioni"

Ed ora mi avvio all'uscita, i libri parlanti sono tanti ed interessanti, impossibile ascoltarli tutti.

Fiorella Avalle Nemolis

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