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L'apparato produttivo dell'intero Paese si è schierato a Torino per la Tav e le altre Grandi Opere

CUNEO

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PIERCARLO BARALE - Il Tav è il treno ad alta velocità che dovrebbe percorrere il corridoio europeo ovest-est da Lisbona a Kiev. Originariamente avrebbe dovuto trasportare merci. L'utilizzo anche passeggeri è frutto delle mutate situazioni del trasporto ferroviario veloce, già in atto su parecchie tratte, anche dello stesso corridoio. La Tav è la linea ferroviaria ad alta velocità, che è stata progettata ed in corso di esecuzione per quanto riguarda la tratta Torino-Lione, destinata ad essere percorsa dal treno Tav. Quest'ultimo, una volta realizzata la linea, non dovrà essere progettato e costruito, poichè già in servizio sulle tratte realizzate in tutta Europa. Si va a Roma e a Venezia da Torino, Milano, Genova, con Frecciarossa o Italotreno, comodamente seduti ed ospitati. Parimenti si potrà fare, a Tav completata, sfrecciando a quasi 300 all'ora sotto le montagne valsusine, senza arrecare alcun disturbo, rumori o esalazioni ai residenti. La percorrenza Torino-Parigi e poi eventualmente Londra, sarà abbreviata, diventando concorrenziale con l'aereo.

I pentastellati piemontesi hanno appoggiato le ben note proteste No-Tav dei valsusini - 30 mila - garantendo che, in caso di successo elettorale - come è avvenuto - la continuazione dei lavori sarebbe stata immediatamente bloccata e l'opera non sarebbe più stata realizzata. Stesse promesse sono state preannunciate per il gasdotto Tap in Puglia. Il risultato però è stato deludente, poichè non sono stati bloccati temporaneamente i lavori, se non per alcuni accertamenti della magistratura.

Trattandosi di opere di interesse multinazionale, già al termine delle opere, si è deciso che verrà completata, nonostante i pentastellati in meridione, grazie a tale promessa e quella del reddito di cittadinanza, abbiano sbancato alle elezioni politiche, superando il cinquanta per cento dei consensi. La Tav non potrà essere bloccata o rinunciata, in quanto oggetto di un accordo internazionale con la Francia, che ha già - come noi - eseguito lavori di rilevante portata. Inoltre, sono stati utilizzati fondi europei ed altri ne verranno erogati per il completamento. Il gaffeur Toninelli ha finora fatto melina. Attende l'esito di una valutazione costi-benefici in corso di redazione (una specie di tela di Penelope) affidata ad un presidente, sulla cui obiettività non si può non dubitare.

Inoltre, per un'opera che entrerà in esercizio fra più di dieci anni, non è possibile valutare oggi l'utilizzo futuro e quindi l'utilità. Se Cavour, nel far costruire la galleria del Frejus, avesse seguito la linea Toninelli, si attraverserebbe ancora il valico a piedi. Le grandi opere non sono da evitare per il timore delle lunghe mani della criminalità organizzata. Ci sono i mezzi per garantire gli appalti e l'esecuzione, con una sorveglianza efficiente e continua. Perciò, la scritta che da anni campeggia in Valsusa Tav=Mafia non può essere la motivazione per non eseguire l'opera.

I pentastellati hanno scelto la linea politica dell'assistenza - pur necessaria per i tanti poveri - e si sono impegnati a non consentire di completare o di realizzare grandi opere, dalla Tav al terzo valico, alla gronda di Genova, al Mose a Venezia, alla pedemontana. Non costruendo opere, non si ingrassa la mafia, ma si congela il paese, condannandolo a quel sottosviluppo già verificato dall'Istat per il terzo trimestre di quest'anno. Siamo andati indietro in rapporto all'anno precedente. Non si possono erogare redditi, se non ci sono i quattrini e non si può andare anticipatamente in pensione, se non sono stati versati i contributi. Quantomeno, ove fosse consentito, gli importi dovrebbero essere decurtati in base ai calcoli attuariali. Anche la Lega ha promesso ciò che non potrà mantenere. Aveva avuto il 17 per cento dei consensi ed ora è balzata al 36 per cento secondo le ultime rilevazioni circa le intenzioni di voto. Salvini è riuscito a contrastare - a suo modo - l'immigrazione, ma per quanto riguarda le altre promesse, anche lui ha fatto melina, per arrivare alle europee.

Per sollecitare la Tav e le altre grandi opere, in nome di 13 milioni di lavoratori, si sono riunite a Torino le associazioni nazionali. E' molto di più della manifestazione torinese dei 30 mila, con le "madamine" in prima linea. Si tratta dell'apparato produttivo dell'intero paese, che ha sentito la necessità ed il dovere di sollecitare il governo a completare le opere in corso e dare attuazione a quelle già progettate o cantierate.

Se il futuro delle grandi opere continua ad essere gestito da Toninelli e Castelli, che applicano il "vangelo pentastellato" dei profeti Grillo e Casaleggio, siamo, come suol dirsi, "fritti". Penso che, qualunque cosa accadrà, da ora alle europee di primavera, per la Tav e le altre opere, dopo la consultazione questo governo, arrivato ormai al capolinea, andrà a casa? La Tav la completerà un altro governo, sicuramente.

Piercarlo Barale

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