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Quel contadino di Castino che legge Dostoevskij ha capito che parlare di cultura non basta

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BRUNO MURIALDO - Quel contadino di Castino (provincia di Cuneo) che legge Dostoevskij. Sì signori, avete sentito bene, mentre nel mondo si spengono i lettori e gli scrittori fanno a gara a scrivere leggero, Celeste Revello si divora un libro al giorno, non un libretto qualsiasi, ma i classici della letteratura mondiale.

Revello fa l’agricoltore, ha molti noccioleti che cura con amore, sono il suo reddito che gli permette una vita agita e una bella automobile con cui fare bella figura la domenica. Il suo hobby è la lettura. Mi racconta che ha letto di tutto, ma il suo idolo rimane Dostoevskij.

Di lui ha letto Le notti bianche, Delitto e Castigo, L’idiota, Il Giocatore soltanto per citarne alcuni, i gialli sono la sua passione, il suo sfogo leggero. Per stare sul tradizionale, conosce Fenoglio pagina per pagina, il racconto che preferisce è La malora.

Questo signore, che a prima vista potrebbe sembrare un amante del tre sette e dei balli a palchetto, che si arriccia i capelli, ha più cultura di tanti sacerdoti del sapere sparsi nei salotti nostrani. Quello che Angelo ci insegna attraverso questo racconto è meraviglioso, perché scompiglia i nostri luoghi comuni, confonde le carte, ci fa capire che non basta parlare di cultura, ci vuole passione per la scrittura, passione per la lettura, passione e serenità da regalare alla vita.

Lui che ama la terra, che ama le belle automobili, che è fiero di essere benestante, lui scapolo in buona salute ha più sapere e senso della vita di molti che vivono con gli smartphone dentro la testa. Quel contadino di Castino che il tempo non ha mutato ha vinto la battaglia contro la nostra epoca, generata da una sconvolgente ignoranza.

Un'epoca che si riempie la bocca delle parola cultura, pur non comprendendone il senso...

Bruno Murialdo  

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