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Pogliola: "Causa autovelox, ci rimettiamo anche con i caffè al nostro bar"

MONDOVì

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ALICE MARINI - Dodicimila sanzioni in cinque mesi: sono i numeri di quella “fabbrica di multe”, come hanno definito in tanti il sistema di autovelox installato nel novembre del 2016 sulla provinciale 564 Mondovì-Cuneo, in località Pogliola, che da allora ha fatto scatenare l'ira di quanti, abitualmente, percorrono quel tratto e vengono “pizzicati” per eccesso di velocità.

Su questa strada, che negli anni è stata teatro di diversi incidenti stradali, l'amministrazione comunale ha installato, su richiesta dei residenti della frazione, un impianto fisso funzionante giorno e notte, che nei primi 21 giorni ha sanzionato più di 5mila automobilisti, con una media di 200 multe al giorno.

Abbiamo sentito Simona, che da vent'anni gestisce il Sara e Giulia Caffé. Lei, come altri titolari delle attività situate in prossimità del tratto di strada interessato dal dispositivo, negli anni di incidenti ne ha visti, ma ritiene esistano tratti di strada più pericolosi e brutti di questo, e che il sistema, più che tutelare la sicurezza dei viaggiatori, miri soltanto a riempire le casse.  

“E' un tratto di strada ampio, che si vede bene sia venendo da Cuneo, sia arrivando da Mondovì. La gente lo attraversa addirittura a piedi. Ora gli automobilisti ci rimettono punti e soldi con una facilità impressionante e piuttosto che incapparci, scelgono percorsi alternativi e il caffé da noi, per esempio, non lo prendono più". 

Senza farne una mera questione "commerciale", carta canta e i verbali fioccano nelle case dei cuneesi. La "rivolta" ha dato il via anche alla nascita di una pagina Facebook ( "Autovelox Pogliola Mondovì") e ad un dibattito sulla legittimità o meno dell'autovelox.

Coinvolti, da un lato, due avvocati monregalesi che, con Codice della strada alla mano, dicono "sì ai limiti di velocità, ma con strumenti a norma di legge", essendo quello di Pogliola, a tutti gli effetti, un centro abitato. Con il rischio di una marea di ricorsi.

Dall'altro c'è la Polizia municipale locale, per cui non vi sono dubbi sotto il profilo della conformità alle norme stradali, considerando che il sito è classificato come strada extraurbana secondaria e dunque soggetta al controllo della velocità.

Alice Marini

 

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