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Perché la festa di San Carlo è così sentita tra chi abita in Valgelata a Ceva

MONDOVì

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SERGIO RIZZO - Numerosa la partecipazione alla festività di San Carlo a Ceva, in provincia di Cuneo, iniziata con la celebrazione di una messa officiata per la prima volta dal nuovo parroco don Franco Bernelli nella chiesa dedicata al santo. L’appuntamento, che si rinnova dal 2010, è stato reso possibile grazie anche alla collaborazione della città di Ceva, la parrocchia Maria Vergine Assunta, gli Amici di San Carlo di Arona e Ceva, Ezio Calvo e Giorgio Gonella. A conclusione della funzione religiosa è stato consegnato a Carla De Lotto, per la sua costante e fattiva collaborazione atta a mantenere viva la tradizione in Valgelata a Ceva, un quadretto raffigurante una antica stampa della città in cui è stata posizionata la foto della chiesetta dedicata a San Carlo.

La sorpresa finale è stata la distribuzione dei “Biscotti di San Carlo” inviati dagli Amici di Arona accompagnati da tè caldo. San Carlo nacque ad Arona nel 1538 dalla nobile famiglia Borromeo. Rinunciò al titolo di conte per essere pastore del suo “gregge” e morì giovane il 3 novembre del 1584 nella diocesi di Milano. Canonizzato nel 1610, Arona lo ricorda con la statua in bronzo alta 31 metri, meglio conosciuta come il "San Carlone". A Ceva viene ricordato con la chiesa a lui dedicata nel borgo chiamato anticamente “Valgelata", ora via Derossi, sulla piazza Piantabella dove venne edificata poco tempo dopo la santificazione di Carlo Borromeo. Al suo interno, si conservano ancora gli antichi calendari delle celebrazioni delle messe dal 1618. L’interno è affrescato con pregevoli pitture di Giovanni Arrigone datate 1631-1632 e dall’800 con le opere dei pittori “Cilin” Odello con Lorenzo e Mario Occelli.

Sergio Rizzo

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