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Renato Chiera da 40 anni missionario in Brasile: un riconoscimento al sacerdote monregalese

MONDOVì

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Da 40 anni in Brasile. Il 16 giugno prossimo saranno esattamente 40 anni che padre Renato Chiera, originario di Villanova Mondovì (Cuneo), vive in mezzo agli ultimi delle favelas brasiliane. Per questa ricorrenza il municipio di Nova Iguaçu (Rio de Janeiro) ha voluto esprimere la sua gratitudine al fondatore della Casa do Menor, che con la sua opera si impegna da molto tempo a favore di chi è escluso, di chi non è amato, riconoscendo in questo modo che la Casa do Menor è una luce in mezzo a tanto caos e a tanta violenza.

Il 6 giugno padre Renato Chiera ha infatti ricevuto dal Consiglio comunale di Nova Iguaçu un tributo e la "Mozione di congratulazioni e applausi". Il missionario monregalese, ritirando l’omaggio, ha colto l'opportunità per affrontare i problemi che riguardano il terzo settore, suggerendo alcune azioni che il Comune potrebbe attuare per rafforzare il lavoro che la Casa do Menor sta facendo da 32 anni.

“La Casa do Menor è una risposta al grido dei ragazzi, dei giovani e adesso anche del popolo di strada. Un grido che dobbiamo ascoltare sempre di più - ha detto padre Renato ai componenti del Consiglio comunale - È il grido della violenza che dice che la società non sta bene, che le persone non stanno bene, che i nostri ragazzi non stanno bene.

Proprio in questi giorni è uscita la dichiarazione che ogni minuto ammazziamo una persona e che siamo il Paese più violento del mondo. Che la violenza è cresciuta molto in questo ultimo anno, con questo Governo che è un vero disastro. La Casa do Menor è una luce che indica una direzione, mentre la società in generale è perduta, confusa.

Davanti al problema della violenza, reagisce alla violenza con altra violenza, ma noi mostriamo che c’è un altro cammino - ha proseguito il missionario - La violenza è il grido di chi non è amato e che non ha prospettive di futuro; noi diamo la risposta dando famiglia, amore, dando strumenti, dando Dio per costruire un futuro e diventare protagonisti della propria storia. Facciamo tutto questo attraverso l’accoglienza nelle case famiglia, attraverso il lavoro nelle comunità nelle aree più fragili e attraverso i corsi di professionalizzazione, le attività ludiche, sportive, artistiche, culturali e il programma “Jovem Aprediz” che li inserisce già nel mondo del lavoro.”

Padre Renato Chiera, per ricevere questo riconoscimento, ha voluto con sé in Consiglio comunale anche alcuni ragazzi della Casa do Menor, per sottolineare che il premio non deve essere dedicato alla sua persona, ma a quello che la Casa do Menor ha rappresentato e rappresenta con le sue proposte, per un nuovo modo di intendere la società.

Con l’occasione ha inoltre invitato i vari consiglieri, la camera del municipio e il governo a fare un progetto di legge per aumentare l’aiuto economico e ad aumentare il fondo per l’infanzia e adolescenza, per poter dare continuità e stabilita al lavoro sociale. Un progetto di legge per sostenere finanziariamente il contributo alla Segreteria di azione sociale, perché si possa rispondere al grido che viene dal popolo di strada a cui bisogna dare una risposta urgente.

“E’ stato bello vedere che tante persone ci conoscono e che hanno stima del nostro lavoro - ha commentato padre Renato Chiera -, questo ci stimola ad andare avanti e fare sempre di più. Abbiamo fatto un calcolo e abbiamo visto che sono già stati accolti nella Casa do Menor più di 100.000 ragazzi tra giovani e adolescenti e ora anche adulti, e che è stata data una professione a circa 60.000 ragazzi. Questo è molto in 32 anni - ha concluso il missionario - ma è anche molto poco davanti alla situazione di questo Brasile così violento. Ringrazio la diocesi di Mondovì per averci sempre accompagnato e sostenuto con amore. Che Dio ci benedica".

 

 

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