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Occupazione: sempre più giovani (anche cuneesi) sognano un lavoro all’estero

CUNEO

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ENRICO TERZI - Trasferirsi all’estero? Anche se potrebbe sembrare un semplice sfizio legato al divertimento e all’amore per le terre straniere, non tutti gli expat vivono necessariamente così questo momento. La maggior parte dei giovani che abbandonano l’Italia, infatti, sogna una vita all’estero per via di una questione lavorativa: la crisi economica che ha messo in ginocchio l’Italia, non è riuscita ad intaccare alcune delle nazioni che oggi rappresentano un autentico eden per gli italiani alla ricerca di un’occupazione. Al punto che l’88% degli italiani, oggi, non nasconde il desiderio di lasciare l’Italia per trovare un impiego all’estero.

Lavorare all’estero: quali sono le mete preferite?

Innanzitutto la Germania, autentica regina delle ambizioni da expat: questa nazione può infatti contare su un mercato del lavoro estremamente ricco e vivace, che offre molte opportunità occupazionali e che può anche garantire un livello di remunerazione che in alcuni mestieri consente di guadagnare il doppio rispetto all’Italia. In seconda posizione, a dispetto della Brexit, troviamo il Regno Unito: una meta amatissima dai giovani, seguita a ruota da altri paesi ideali per lavorare, come ad esempio la Francia e la Svizzera che – fra le altre cose – attrae anche perché molto vicina all’Italia.

Perché i giovani vogliono andare all’estero?

I giovani vogliono abbandonare l’Italia? È vero, ma questa decisione dipende soprattutto da questioni lavorative: non parliamo solamente della possibilità di aumentare le chance di trovare un’occupazione, ma anche degli stipendi di livello più alto, dell’opportunità di imparare una lingua straniera, e ovviamente del fatto che lavorando all’estero si accumula una discreta esperienza altrimenti impossibile in Italia. Tutti fattori che possono arricchire un curriculum, e garantire un posto di lavoro anche nel caso si dovesse cambiare idea e tornare a casa. Va poi sottolineato che trasferirsi all’estero oggi è più facile: basta affidarsi ad un’azienda di trasporti internazionali che si occupa del trasloco dalla logistica alle pratiche doganali, e traslocare diventa quasi un gioco da ragazzi, cosa che rende possibile anche affrontare trasferimenti brevi e di pochi mesi.

Lavoro in Italia: i dipendenti sono insoddisfatti

Per rimarcare la convenienza di un trasferimento all’estero per motivazioni lavorative, basta semplicemente leggere il report di ADP sulla forza lavoro in Europa, secondo il quale i dipendenti italiani sono fra i più insoddisfatti del proprio lavoro. Il confronto con i maggiori paesi europei, infatti, sottolinea quanto convenga lavorare all’estero: se in Italia il grado di insoddisfazione raggiunge il 35% dei lavoratori, in paesi come l’Olanda e la Svizzera non si va oltre il 20%-24%. I dati poi peggiorano se si considerano le lavoratrici, che in Italia si sentono meno tutelate rispetto alle donne che lavorano all’estero. E anche la retribuzione delle donne appare inferiore, sempre secondo le misurazioni di ADP.

Enrico Terzi

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