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Domenica 25 novembre la pianista cantautrice Amanda Rogers presenta le sue canzoni pop dal retrogusto classico al Condorito Club di Margarita
IL BLUES ECLETTICO E MODERNO DI PAT “LADY GUITAR” WILTER QUINTET AL TEATRO MILANOLLO DI SAVIGLIANO PER LA RASSEGNA BLUES AL FEMMINILE

Il punk seminale della storica scena britannica con Brian James dei Damned e Lords Of The New Church allo United Club di Torino. Lo ska, il reggae, il combat rock ed i testi a sfondo sociale dei torinesi Fratelli di Soledad all'Askatasuna.

AMANDA ROGERS (www.amandaspiano.com) alle 22 al Condorito di Margarita (www.condoritoclub.com). I richiami immediati che portano alla mente le note dei  pezzi della pianista cantautrice newyorchese sono senza dubbio riconducibili a Tori Amos, Joan as Police Woman, Fiona Apple e all’amica Cat Power. Cresciuta a suon di concerti indierock ed hardcore nella sua Syracuse, è in questo ambiente che ha mosso i suoi primi passi ottenendo i più ampi consensi. Oggi la venticinquenne cantautrice propone canzoni pop dal retrogusto classico che mediano le influenze più alternative con quelle che ella stessa cita (Chopin e Rachmaninov), ma senza per questo dar vita a delle produzioni troppo colte. Ha incantato le platee dei più esigenti ambiti indie-rock.

 

PAT "LADY GUITAR" WILDER QUINTET al Teatro Milanollo di Savigliano per la rassegna "Blues al femminile" (www.centrojazztorino.it). Il suo recente album "Sweet Love" (Rusty Key) rivela una musica capace di miscelare blues, soul, rock ed hip hop in una chiave eclettica e tutta californiana, moderna ma anche tradizionale. È caratterizzata da una vitalità contagiosa e dalla vocalità che porta con sé una peculiare qualità asprigna che riflette la sonorità della sua chitarra, echeggiante maestri dell’Ovest come Johnny “Guitar” Watson, Albert Collins e un’altra preziosa soulful lady, la texana Barbara Lynn. Cinquantenne nativa di San Francisco, Pat Wilder rivela un’accattivante versatilità vocale-strumentale che affonda le radici nell’irrequietezza e nei contrasti degli idiomi afroamericani degli anni Settanta della sua formazione e che trova solidità e coerenza blues grazie all’insegnamento di chitarristi come Luther Tucker (partner di John Lee Hooker) e al modello canoro di bluesmen eccellenti come Jimmy McCracklin e Curtis Lawson.

 

I tedeschi MAROON ed i bolognesi KALLISTI alle 22 al Taurus di Cirié (www.iltaurus.com) per la gioia degli appassionati del nuovo suono metal.

 

BRIAN JAMES GANG (www.brianjames.com), già colonna portante dei seminali Damned, allo United Club di Torino (www.myspace.com/unitedclub). La storia di Brian James comincia nel 1975 con la leggendaria formazione dei London S.S che annovera nelle proprie fila alcuni dei migliori musicisti della futura scena punk britannica (Mick Jones dei Clash, Tony James dei Generation X, Casino Steele dei Boys etc..). Dopo questa esperienza embrionale, Brian forma con Rat Scabies, Captain Sensibile e Dave Vanian i mitici Damned che nel 1976 riescono a battere sul tempo i colleghi Sex Pistols nella realizzazione, con “New Rose”, del primo disco di punk della storia. Dopo lo scioglimento del gruppo, Brian James si unisce ad Alan Powell (ex Hawkind) e Andy Colqhoun (ex Warsaw Pakt) nei Tanz Der Youth, band che si contraddistingue per l'intensa attività concertistica. Proprio in una di queste situazioni, avviene l'incontro con Iggy Pop che lo coinvolge (insieme all'ex Sex Pistols Glen Matlock) in una serie di show in tutta Europa. Nel 1981 inizia l'avventura dei Lords of the New Church. La band è una sorta di supergruppo che vede la presenza di Stiv Bators (Dead Boys), Dave Tregunna (Sham 69) e Nick Turner (Barracudas) e diviene presto una delle formazioni più acclamate della nuova ondata post-punk degli Anni '80. Il gruppo si scioglie dopo il tragico incidente mortale che coinvolge il cantante Stiv Bators nel 1990. Proprio con Dave Tregunna degli Sham 69, Brian James ritorna oggi con il suo nuovo progetto musicale. In quest'occasione la Gang presenterà il proprio repertorio ed i classici immortali che hanno contraddistinto la prima ondata punk degli Anni '70 inglesi.

 

FRATELLI DI SOLEDAD (www.fratellidisoledad.it) alle 22 al Centro Sociale Askatasuna di Torino. Il progetto Fratelli di Soledad (nome preso in prestito dal titolo del libro di George Jackson, attivista delle Black Panthers ucciso nel 1971) nasce nel 1989, dopo una breve parentesi con il nome di Soledad Brothers. Fin dalle prime uscite i Fratelli mettono in chiaro le proprie intenzioni, canzoni modellate sugli stilemi ska e reggae e contaminate da elementi combat rock, pop e da testi (firmati quasi sempre da Giorgio "Zorro" Silvestri) che trattano argomenti sia intimi che a sfondo sociale, sempre filtrati da una spiccata ironia. Sono tornati sulla breccia negli ultimi anni. Dopo un lungo periodo trascorso dalla pubblicazione del fortunato “Balli e Pistole”, i Fratelli di Soledad si sono ripresentati sul mercato discografico con “Mai Dire Mai”, edito dal Manifesto.

 

Dalle 22 il metal di Kallisti, Maroon, Concrete Block, Neaera e Stigma al Centro Taurus Ciriè TO

 

Sergio Porracchia

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