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I fiorentini May I Refuse e i cuneesi Super Fast Ferries sono al Ratatoj di Saluzzo, gli Io Nomade Stanca allo Yu Jei Kev nella vicina Costigliole
FRA LE PROPOSTE DELLA SERATA I NAPOLETANI MAGNAPASTA AL CONDORITO DI MARGARITA E LA RASSEGNA CORALE AL TEATRO BARETTI DI MONDOVI’

L’album d’esordio dei May I Refuse racconta di una formazione devota all’emocore melodico (nello stesso ambito in cui si muovono Promise Ring, Miles Apart ed Eversor). Musica strutturata, cadenzata e tornita in canzoni pop-punk con chitarre e piano che si rincorrono.

Vincitori di Suoni Emergenti 2007, i Super Fast Ferries (www.myspace.com/superfastferriesmusic) sono brillanti, dinamici, convinti e convincenti in virtù di strutture sonore e ritmi incalzanti, zeppi di stacchi repentini e velocissimi. La loro esibizione, durante il concorso che si tiene annualmente al Teatro Don Bosco di Cuneo, ha inchiodato alle poltrone pubblico e giuria. Ora non resta loro che fare un ulteriore passo in avanti e dimostrarsi in grado di elaborare in una chiave ancora più personale il proprio universo sonoro che tanto deve al quadrilatero Arctic Monkeys, Franz Ferdinand, Futureheads e Strokes. In ogni caso davvero bravi.

I fiorentini May I Refuse ed i cuneesi Super Fast Ferries suoneranno dalle 22 al Ratatoj di Saluzzo.

 

Gli Io Nomade Stanca (www.myspace.com/iomonadestanca) alle 21.30 allo Yu Jei Kev di  Costigliole Saluzzo. Il trio di Canale d’Alba propone un noise rock molto avvincente e ben strutturato, progressivo e d’impatto, dissonante ed efficacissimo. A seguire due demo autoprodotti, a maggio 2007 il gruppo ha terminato d’incidere i dieci brani del suo primo disco. La formazione è composta da Edoardo Baima (chitarra e voce), Matteo Romano (batteria) e Nicolas Roncea, già voce e basso dei Fuh, qui anche in veste di chitarrista.

 

Magnapasta alle 22 al Condorito di Margarita (www.condorito.it). Il genere meticcio dei Magnapasta ricorda la scuola funkyfolk napoletana degli Anni ‘80: più ritmo, poca elettronica e una cura dei particolari volta a creare un prodotto diretto e fruibile. Tessiture, ritmi e suoni tendono a far riconciliare il passato folk con le nuove spinte funky-jazz.

 

Rock4 al Teatro Baretti di Mondovì per la nona edizione della "Rassegna Corale Internazionale Città di Mondovì" (www.cantusfirmus.it).

 

I Llike Trains (www.myspace.com/iliketrains) allo Spazio 211 di Torino (www.spazio211.com). Quintetto di Leeds che trae ispirazione dal mondo sonoro e l’immaginario legato ai Joy Division. Ibrido New Wave e Post Rock fra Mogwai, Explosion In The Sky e Joy Division. Atmosfere nervose, cariche di elettricità irrisolta che cercano sfogo in un crescendo in cui il cantato baritonale di Dave Martin ricorda le profondità di Nick Cave o l’austerità malinconica di Mark Kozelek.

 

L’algerino Maurice El Medioni al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino per la rassegna "Dalle nuove musiche al suono mondiale" (www.musica90.net). La modernizzazione e ibridazione della musica araba non insensibile al fascino della musica afrocubana, del jazz, della canzone internazionale. Medioni è entrambe le cose, la cultura dell’arabo-andaluso e, assieme a Lili Boniche con cui ha molto lavorato, l’apertura spregiudicata del moderno: fin da ragazzino ha imparato a suonare il jazz, il boogie-woogie, la musica latina. La sua cultura musicale s’incrocia anche con quella del raï. Costretto all’esilio dopo l’indipendenza dell’Algeria assieme a tutta la popolazione ebraica, negli anni sessanta è diventato in Francia uno degli esponenti principali della musica franco-araba: un filone che, nella nostalgia per la propria terra, accomuna algerini ebrei in esilio ed algerini musulmani immigrati, operai nelle fabbriche degli ex colonizzatori. Monumento vivente, quasi ottantenne, della musica algerina moderna, è anche un simbolo della plurale identità algerina contemporanea.

 

Raiz (www.raiz.it) e Steela (www.steela.it) all’Hiroshima Mon Amour (www.hiroshimamonamour.org). Lo storico cantante degli Almamegretta ritorna dal vivo per presentare il suo secondo lavoro da solista. Ad aprire il concerto ci saranno gli esordienti, ma ormai consolidati, SteelA, reggae band salentina prodotta da Madaski per Casasonica. Ingresso 8 euro.

 

Brian Auger & Oblivion Express al Folk Club (www.folkclub.it). Nei primi Anni '60 l'illuminato artista britannico intuì l'enorme potenzialità della miscela tra jazz, funky e r'n'b in un nuovo ibrido musicale. Il suo strumento favorito è sempre stato il classico organo Hammond B3 dal caldo, ricco ed inconfondibile suono, con cui ha forgiato uno stile personale che è un marchio di fabbrica insensibile allo scorrere del tempo. Dopo oltre trent'anni d’inarrestabile carriera, Brian ha costituito i nuovi Oblivion Express, riunificando gli stessi elementi stilistici di un tempo. Al Folkclub con Auger ed il suo inseparabile Hammond B3, suoneranno la figlia Savannah (voce), il figlio Karma (batteria) ed il bassista Ernest Tibbs. Ingresso 25 Euro.  

 

Art & Sound Night all'interno della Notte delle Arti Contemporanee di Torino: happening artistico-musicale a cura di Maurizio Vetrugno con la partecipazione dei Monuments II + the Montepulciano Project, con Roger Rama dj-set su musiche di Nicola Campogrande. Inizio ore 21 all'Accademia Albertina di Belle Arti. Ingresso libero

 

Banshee (www.thebanshee.it) allo United Club di Torino (www.unitedclub.info). L’album "Public Talks" (Suiteside, 2006) ci presenta un esordio colmo di brit-pop, scorie punk irruenti e ritornelli ineludibili. Il gruppo genovese ha allineato una decina di canzoni accattivanti, fresche ed incalzanti. I ritmi sono serrati e pressanti, incisivi come nella miglior natura new-wave. Le tessiture di chitarra e basso ben strutturate. Credibili ed effervescenti le linee vocali (in inglese) ed i raddoppi dei cori. Forte è l’influenza di formazioni sulla cresta dell’onda quali Franz Ferdinand, Rakes e Futurheads. La spumeggiante esuberanza dei ragazzi liguri si rivela, però, in grado di spazzare via tutti i dubbi. Ad ulteriore conferma i Banshee hanno recentemente intrapreso un tour inglese, affrontato più di quaranta date in giro per l'Italia, un video in rotazione su MTV Brand:New e Rock Tv, passaggi radio senza soluzione di continuità, la partecipazione all'Heineken Jamming Festival e citazioni e recensioni positive sulle maggiori riviste specializzate europee.

 

Sergio Porracchia

 

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