Inaugurata a dicembre, la Mostra “Da Rubens a Van Dyck – Pittura Fiamminga e Olandese dal XV al XVIII Secolo” allestita a Palazzo Samone a Cuneo, ha visto passare in 62 giorni di apertura al pubblico quasi 7.000 persone; cuneesi, ma non soltanto.
Sono giunti dalle città vicine, da regioni vicine, dalla Costa Azzurra, dalla Francia. Inglesi, Svizzeri, Spagnoli hanno inoltre arricchito la presenza nella “Granda” con un momento culturale di tutto rispetto, forse il primo grande evento legato alla pittura che Cuneo ha pensato ed offerto nell’occasione migliore che si poteva presentare: l’inaugurazione del ristrutturato edificio istituzionale, ricco di storia e di ricordi.
Settemila persone (6.809, per l’esattezza, oltre ai presenti all’inaugurazione gratuita del 18 dicembre) che hanno varcato l’ingresso segnato dalla pregevole opera di Rabarama “Prigione dell’Anima”, per poi immergersi in un “viaggio” originale - costruito dall’Associazione senza scopo di lucro Centro Italiano per le Arti e la Cultura e da Didier Bodard, specializzato nello studio della pittura dei Paesi Bassi e dei legami tra questa e l’Italia - nelle Fiandre per incontrare la pittura fiamminga: ritratti, nature morte, soggetti religiosi, scene di vita comune che ben si legano anche alle nostre tradizioni: Van Dyck e Rubens quali esponenti centrali di un percorso pittorico che li precede e si evolve; che nella mostra mette a paragone i personali modi di intendere uguali soggetti
«E’ stata la prima esperienza di questo livello – conferma l’Assessore per la cultura Alessandro Spedale – che ci conferma come l’arte possa declinarsi non solo al piacere della persona, ma anche a creare valori aggiunti al turismo e, quindi, all’intero apparato che vi ruota attorno. La cultura è dunque un “volano” tutt’altro che marginale per conoscere e far conoscere le città, i loro prodotti, la loro storia. La portata dell’evento non poteva che presupporre un ingresso a pagamento, che abbiamo però reso più leggero attraverso varie forme di sconto e di promozione.»
Segni evidenti in tali direzioni li ritroviamo, tra il resto, nell’accordo/gemellaggio con la quasi contemporanea mostra “Il Trionfo dell’Illusione” dedicata da Mondovì ad Andrea Pozzo, nella collaborazione di associazioni di categoria e, non ultimo, nell’interesse dimostrato dalla ambasciata del Regno dei Paesi Bassi che ha visitato la mostra il 26 gennaio con il Console Onorario Oreste Accornero, e il Console Generale Nora Stehouwer-van Irsel.
«Per quanto riguarda le prospettive future – aggiunge l'assessore Spedale - già ad aprile proporremo una mostra, questa volta dedicata a “Spose in Guerra”, collegata quindi al percorso triennale in via di conclusione presso la Casa Museo Galimberti. Durerà sino alle soglie dell’estate, durante la quale proporremo altri due percorsi artistici interessanti sui quali stiamo lavorando, grazie anche alla collaborazione di altre realtà. Inoltre stiamo pensando a come e che cosa proporre nel lungo periodo: pensiamo a un grande appuntamento artistico, dal momento che non vogliamo certo sciupare l’esperienza conclusa con la fine di febbraio».
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