Nella Sala Giolitti a Cuneo si è celebrato il 150° dell’insediamento del primo Consiglio provinciale. Con la presidente Gancia erano presenti i suoi predecessori Guido Bonino, Giovanni Quaglia e Raffaele Costa. Ospite d'onore la principessa Maria Gabriella.
Al sen. Giuseppe Fassino, Gianni Rabbia e Gian Paolo Ferraioli, della “Sapienza” di Roma, è stato affidato il compito di illustrare il Carteggio di Giolitti curato da Aldo A. Mola e Aldo G. Ricci. I lavori sono stati conclusi dall'intervento storico dello stesso Mola.
Al termine la sintesi della presidente Gancia e un cenno di saluto da parte della principessa Maria Gabriella di Savoia. L’evento, moderato dal presidente del Consiglio provinciale Giorgio Bergesio, godeva dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Il 27 febbraio 1860 sedette per la prima volta il Consiglio provinciale di Cuneo. L'assemblea elesse presidente il conte Giambattista Michelini, deputato alla Camera del regno di Sardegna. L’ufficio di presidenza venne formato da Alerino Como (Alba), Bonaventura Buttini (Saluzzo), entrambi deputati, e da Eugenio Rebaudengo (Mondovì), amministratore della Real Casa.
Iniziò un lungo percorso di cui la “Provincia Granda” va orgogliosa. Dall’insediamento il Consiglio provinciale di Cuneo si misurò con profondi cambiamenti ed enormi difficoltà: il trasferimento di Nizza alla Francia e l’annessione dell’Italia centro-meridionale alla corona di Vittorio Emanuele II, “re costituzionale”, ne mutarono quadro e prospettive facendone “terra di frontiera” ma non ne spensero la forte identità e la vocazione europea.
Il Consiglio provinciale di Cuneo, esemplarmente dedito alla cura degl’interessi dei cittadini, contò sempre figure di prim’ordine. Su tutte spicca Giovanni Giolitti, cinque volte presidente del governo nazionale, consigliere provinciale dal 1886 e presidente del consesso cuneese dal 1905 al 1925: un’età di riforme civili e di sviluppo sociale, anche nella difficile ricostruzione postbellica.
La sua figura emerge dal Carteggio,1877-1928 (voll.2), curato da Aldo A. Mola e Aldo G. Ricci, con prefazione di Francesco Cossiga che lo ricorda come l’“uomo che pose le basi per il rilancio e la modernizzazione delle strutture industriali, produttive e sociali del nostro paese; un uomo onesto che visse e morì modestamente, senza ricavare alcun profitto dagli importanti incarichi ministeriali e parlamentari che ricoprì durante la sua lunga vita politica”.
Durante l'incontro i curatori dell’opera, il senatore Giuseppe Fassino e i professori Gianni Rabbia e GianPaolo Ferraioli (Università “La Sapienza”, Roma) hanno fatto riferimento al volume Memoria di Giovanni Giolitti.
L’iniziativa era promossa, oltrechè dalla Provincia, anche dal Centro europeo “Giolitti” per lo studio dello Stato, dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (Napoli), dall’Archivio Centrale dello Stato e dalla Fondazione Cassa di
Risparmio di Saluzzo, che ha sorretto la pubblicazione dell’Opera Giovanni Giolitti al Governo, in Parlamento, nel Carteggio: cinque volumi in tre anni, uno strumento fondamentale, ricco di inediti, per conoscere la storia locale e
nazionale sulla base dei documenti. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha conferito l’Alto Patronato alla rievocazione del 150° del Consiglio provinciale e di Giovanni Giolitti, ad attestazione della sua valenza
civile e pedagogica.
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