ESPONGONO LA COLOMBIANA CRISTINA RODRIGUEZ E IL FERRARESE VITTORIO VECCHI. Viene inaugurata giovedì 30 aprile alle ore 18 la mostra “Mondi Lontanissimi?”, in programma fino a domenica 17 maggio nella galleria “evvivanoé esposizioni d'arte” di Cherasco.L'esposizione, curata da Sara Merlino, mette a confronto le opere della pittrice colombiana Cristina Rodriguez (da vent'anni residente a Londra e di recente presentata sul New York Arts Magazine) con le creazioni dell'artista ferrarese Vittorio Vecchi. Cristina Rodriguez, nata a Bogotà (Colombia) nel 1964, da vent’anni vive e lavora a Londra.
Ha esposto in tutto il mondo, dalla Fundacion “Alzate Avendano” di Bogotà alle più prestigiose galleria e fiere d’arte di Londra (tra cui la recente “International Art Fair” al Royal College of Art, in febbraio) nonché al “Carrousel du Louvre” di Parigi. E' un'appassionata viaggiatrice; ha trascorso lunghi soggiorni in Sud America, Europa, Asia e in Africa. «Ogni Paese, con le proprie tradizioni, colori e atmosfere, ha arricchito e ispirato lo straordinario immaginario artistico di Rodriguez, facendo sì che le sue opere risplendano di vivacità e lascino trasparire echi di “mondi lontanissimi” –descrive Sara Merlino, direttrice artistica di “evvivanoè”- Le opere risplendono di colori caldi e brillanti; i suoi personaggi fluttuano in questo universo onirico e convivono pacificamente con gli animali, abitano in luoghi meravigliosi, dal sapore esotico in cui regna la bellezza. Il tutto, mescolando arte primitiva, mito e fiaba, trasmette un infinito senso di equilibrio e di serenità».
Vittorio Vecchi, da Ferrara, comincia la sua intensa attività artistica negli anni Ottanta, annoverando oggi nel proprio curriculum prestigiose esposizioni in Italia e all'estero, in particolare negli Stati Uniti. Recentemente è stato presentato da “evvivanoé” in Irlanda e in Olanda, trovando ampio consenso tra il pubblico e i collezionisti di quei paesi. La galleria cheraschese lo rappresenta in esclusiva per il Piemonte.
«Le sue opere trasmettono un senso di spiritualità e comunicano il flusso inarrestabile del tempo attraverso l'assemblaggio di materiali diversi, sottratti alla loro identità e alla loro inevitabile corruttibilità per essere trasformati in immagine-simbolo –prosegue Merlino- In particolare l'artista è interessato al “segno” come traccia dell'uomo sulla Terra dalle sue origini fino ai giorni nostri e che viene integrato con materia e colore per dare vita a oggetti pieni di cose preziose che suscitano emozioni e suggeriscono il ricordo di “mondi lontanissimi”».
Orario 16-19 dal mercoledì alla domenica o su appuntamento; ingresso libero.
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