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CUNEO/ All’Ippogrifo arriva Bruno Tinti, per anni Procuratore aggiunto di Torino e autore del libro “Toghe Rotte”

MARTEDI' 9 APRILE ALLE 18,30, POI ALLE 21 AL CENTRO INCONTRI. Martedì 9 aprile Grillicuneesi (www.grillicuneesi.it), Italia dei Valori - Cuneo (http://italiadeivalori.antoniodipietro.com), Civica Movimento Democratico Provincia Granda (www.civicapiemonte.it), con il contributo di Libera (http://www.libera.it), Parole con le Ali (www.paroleconleali.org) e della libreria Ippogrifo, organizzano a Cuneo una serata suddivissa in due incontri distinti con Bruno Tinti. Il primo incontro è fissato presso la libreria Ippogrifo di Corso Nizza 1, alle ore 18,30, dove Tinti incontrerà i propri lettori ed autograferà copie della sua ultima opera "La questione immorale - Perché la politica vuole controllare la Magistratura" (Ed. Chiarelettere).

Successivamente, dalle ore 21,00, Tinti sarà presso la Sala B del Centro Congressi della Provincia, Corso Dante 41, dove parteciperà ad una serata impergnata sulle sue due ultime opere e che avrà come titolo "Toghe Rotte e Questione Immorale". Introdurrà la serata Silvana Dutto ed interverranno, interloquendo con Tinti, Gigi Garelli dell'Associazione Orizzonti di Pace e l'Avv. Giancarlo Ferrero membro dell'Avvocatura dello Stato. 

 

Chi è Bruno Tinti?

 

Bruno Tinti ha ricoperto per anni il ruolo di Procuratore aggiunto presso la Procura di Torino occupandosi principalmente di diritto penale dell'economia, falso in bilancio, frode fiscale, reati fallimentari e finanziari. Alla scuola del magistrato Bruno Caccia, ucciso dalla 'Ndrangata nel 1983, ha appreso tutto quello che era importante sapere per fare al meglio il magistrato.

Specializzato in informatica giudiziaria, per anni ha cercato di migliorare l'organizzazione del lavoro con l'introduzione di supporti tecnologici presso gli uffici giudiziari, ma con scarsi risultati. Collaborando con il Governo ha scritto la legge che punisce i reati tributari, in vigore ancora adesso, legge che il Parlamento (tutti d’accordo, senza distinzione tra maggioranza e opposizione) ha successivamente cambiato in quello che è risultata poi essere una legge fatta per non funzionare.

Così progressivamente il suo lavoro è diventato più o meno inutile.

Non sopportando pregiudizi e quindi le fazioni, pertanto anche i "partiti" e le "correnti" in cui è divisa la Magistratura, ha trovato qualche collega che aveva avuto le stesse esperienze e tutti insieme hanno pensato di spiegare ai cittadini perché le cose vanno così male nella giustizia italiana: così è nato il suo primo libro "Toghe Rotte - La giustizia raccontata da chi la fa" (Ed. Chiarelettere - 2007).

Il successo derivante dall'uscita di questo libretto ha portato Tinti a girare in lungo ed in largo l'Italia come un novello cantastorie. E come tale s'è fatto obbligo di andare dovunque lo avessero invitato: "un cantastorie che si rispetti non sceglie le piazze dove raccontare" suole ricordare Tinti, "va dove c’è gente che lo vuole sentire. E spera che non gli tirino i sassi".

All'inizio di quest'anno, dopo tanto girovagare da bravo cantastorie quale nel frattempo è diventato, facendo tesoro delle esperienze raccolte negli ultimi mesi durante gli innumerevoli incontri che quasi quotidianamente ha tenuto con semplici cittadini, amministratori, politici ed ex-colleghi e sull'onda di riflessioni scaturite dalle ultime decisione del Governo in tema di giustizia, è stata pubblicata la sua ultima opera: "La questione immorale - Perché la politica vuole controllare la Magistratura". Questo libro spiega perché è diventato di primaria importanza riformare la giustizia in Italia: separazione delle carriere, non obbligatorietà dell’azione penale, responsabilità civile dei magistrati, blocco delle intercettazioni telefoniche. Più che l’efficienza della giustizia ai politici sembra stare a cuore il controllo dei magistrati e la garanzia dell’impunità. Questo libro spiega il come e il perché. Basta togliere l’iniziativa al pm e metterlo alle dipendenze del potere politico. O gli si può togliere il controllo della polizia giudiziaria. O limitare le intercettazioni. Mentre polizia, servizi e quindi il governo per motivi di sicurezza possono intercettare migliaia di cittadini. Un enorme archivio segreto. E nessuno dice niente.

Seguitissimo il suo Blog Toghe Rotte (http://togherotte.ilcannocchiale.it/) dove con una certa periodicità aggiorna i suoi del lettori circa i temi trattati nei suoi libri.

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