“Mai più” era l’invocazione che si levava da ogni parte, per questo in quegli anni si posero le basi del mondo, molto diverso e sicuramente migliore, in cui noi oggi ci troviamo a vivere. Fu da quello spirito che nacque la “Dichiarazione” che ogni Paese membro dell¹ONU deve fare propria.
Molta strada è stata fatta dal 5 dicembre 1948, molti problemi sono stati risolti ed altri, nuovi, di cui all’epoca neppure si sospettava l’esistenza, s’impongono alla nostra attenzione, ma la validità dello strumento che allora l’umanità si diede sta proprio nel fatto che è in grado di rispondere adeguatamente alle nuove esigenze di un mondo nuovo.
Non che in questi sessant’anni non ci siano più state guerre, anzi, ma gli strumenti d’intervento e di dissuasione della comunità internazionale hanno permesso di circoscriverne e limitarne i danni ed i cittadini del mondo hanno avuto strumenti di difesa dalle prepotenze, anche da quelle perpetuate dai loro stessi governi. Sicuramente molto resta ancora da fare e ci fa riflettere la dichiarazione di Michail Gorbaciov che: “Non esistono Diritti Umani quando sei milioni di persone vivono con un dollaro al giorno, senza acceso all’acqua pulita, all’istruzione e all’assistenza medica”, ma quello che resta da fare non deve farci dimenticare quello che è stato fatto.
Per questo è giusto ricordare e, perché no?, festeggiare.
A Cuneo opera dal 1961 il club UNESCO SIOI, che si occupa della diffusione degli ideali internazionalisti nati dalla riflessione del secondo dopoguerra e che, il 5 dicembre, ha organizzato una celebrazione del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti Umani con un collegamento in video conferenza dalle 14.45 alle 18.45 fra la sede di Cuneo della Facoltà di Economia dell’Università di Torino ed il Centro incontri della Provincia con il Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York, da dove il Delegato permanente della Santa Sede all’ONU, mons. Celestino Migliore, originario di Cuneo, terrà una relazione sul tema: “60 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: verso una nuova governance dei problemi mondiali”, a cui seguiranno interventi di personalità della cultura, del mondo diplomatico ed accademico della Regione, della Provincia e del Comune di Cuneo.
È certamente opportuno fermarsi a riflettere sulla strada fatta, senza però illudersi che sia impossibile tornare indietro, perché nessuna conquista è mai definitiva se gli uomini non sanno difenderla. Da questo momento di riflessione sul passato dobbiamo trarre la spinta per proseguire il cammino e fare in modo che nessuno più abbia ragione quando fa affermazioni come quelle di Gorbaciov.
Foto: Monsignor Celestino Migliore, originario di Cuneo, è Delegato permanente della Santa Sede all’Onu
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