Oltre a questa iniziativa il Partito Democratico organizza una serie di incontri in tutto il cuneese per scrivere insieme ai militanti il programma per le elezioni provinciali 2009.
Riparte dunque il pulman di Veltroni all’insegna dello slogan “Farci Popolo”, che venerdì sarà a Barge e domenica a Cherasco.
Nonostante i pronostici, a poco meno di un anno dal rinnovo del Consiglio provinciale, non siano propriamente favorevoli al centrosinistra, non mancano gli “uomini di buona volontà” disposti ad accollarsi il non facile onere di affrontare una difficile campagna elettorale.
Il primo a dare la disponibilità per le primarie è stato Giovanni Battista Fossati, ex vicepresidente socialista della Provincia, presidente di Comunità Montana e sindaco di Sambuco.
Analoghe disponibilità arriveranno nei prossimi giorni dal vicesindaco di Cuneo e consigliere provinciale Giancarlo Boselli e, con ogni probabilità, dal consigliere regionale albese Mariano Rabino.
Ma l’uomo che oggi come oggi i book maker della politica provinciale indicano come colui che ha maggiori chances per competere con Costa o con chi sarà il suo successore nel centrodestra, è l’attuale assessore regionale all’Agricoltura Mino Taricco.
Ma sarà davvero lui l’uomo a cui il Pd affiderà le sue sorti per battere Pdl e Lega?
Negli ultimi giorni è iniziata a circolare voce che anche un altro “pezzo da 90” della sinistra cuneese, Sergio Soave, presidente regionale del Pd, non sarebbe più così indisponibile come in passato ad accollarsi questa titanica impresa.
Sia Taricco che Soave – secondo queste voci – accetterebbero di affrontare questa fatica di Sisifo con l’obiettivo di acquisire crediti per collocarsi in pole position in vista dell’altrettanto difficile competizione regionale in calendario tra due anni.
Oggi la schiera dei consiglieri cuneesi Pd a palazzo Lascaris è folta, ma fra due anni la coperta rischia di restringersi drasticamente, non garantendo più la certezza di una “copertura” per tutti.
E così i big si impegnano per il primo traguardo che sono le provinciali, ma la preoccupazione che è in cima ai loro pensieri è la madre di tutte le battaglie: le elezioni regionali del 2010.
Giampaolo Testa
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