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Medici iraniani in Italia raccontano a Cuneo i diritti calpestati nel loro Paese

CUNEO

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Riceviamo e pubblichiamo: "Argomento sempre attuale, l'associazione Anpi della provincia di Cuneo, in collaborazione con il Comune e l'associazione dei medici iraniani in Italia, organizza un incontro-dibattito con filmati e testimonianze dirette per parlare dei diritti umani calpestati in Iran.

L'Anpi non è nuova a questi temi: laddove ci sono - nel mondo e nel nostro paese - diritti, libertà e democrazia negata, deve far conoscere e mantenere sempre viva l'attenzione.

Viviamo ormai in un mondo sempre più globalizzato e le notizie di manifestazioni e di odio contro l'umanità e contro i singoli cittadini creano ogni volta di più sintomi di nuove guerre e conflitti.

Conoscere per informare e per capire il significato dei veri valori della nostra vita è sempre più necessario ed importante!".

Ughetta Biancotto, presidente Anpi provincia di Cuneo

"Nell'autunno del 1988, su diretto ordine di Khomeini, sono stati uccisi 30.000 prigionieri politici, nella maggior parte appartenenti all’Organizzazione dei Mujahedin del Popolo Iraniano e la resistenza iraniana.

In tutti questi anni, il regime ha cercato di nascondere questo crimine contro l’umanità dall’opinione pubblica del mondo, ma dopo quasi 30 anni sono state scoperte delle fosse comuni in diverse città iraniane, ove erano sepolti gruppi di prigionieri politici giustiziati.

Il figlio del defunto Ayatollah Montazeri (allora designato successore di Khomeni) due anni fa ha divulgato un file audio di una riunione fatta con il comitato della morte (il nome del comitato dei giudici selezionati da Khomeini per effettuare il massacro dei prigionieri politici). In questo file, Ayatollah Montazeri rimproverava i membri di questo comitato di essere stati dei criminali per aver ucciso donne incinte, ragazzini e i prigionieri che stavano scontando le loro pene stabilite dagli stessi tribunali in precedenza. In questo file, Ayatollah Montazeri li accusa di essere i criminali più feroci della storia.
 
Oggi, dopo 30 anni dal massacro e dopo quasi 40 anni della dittatura clericale, il popolo iraniano si è rivoltato contro il regime disumano degli Ayatollah versandosi sulle strade e lanciando gli slogan contro il regime, in particolare contro Khamenei (il kaliffo del regime) e contro Rouhani, il ciarlatano sedicente moderato.

Da alcuni giorni, giovani donne e uomini iraniani protestano coraggiosamente rischiando la propria vita, chiedendo libertà e democrazia, e desiderano il rovesciamento del regime integralista islamico.
 
Venerdì 19 gennaio alle 17 nel Salone d’Onore del Comune di Cuneo ci sarà un dibattito su queste tematiche e la tavola rotonda per approfondimenti e aggiornamenti sulla situazione iraniana e del Medio Oriente. Parteciperanno i testimoni diretti del massacro dei prigionieri politici dell’88, oltre al sindaco di Cuneo Federico Borgna, alla vicesindaco Patrizia Manassero e al deputato Mariano Rabino".

Nikzat Khosro, presidente dell’associazione dei Medici e Farmacisti Democratici residenti in Italia

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