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Lotta all'Aids: Grandaqueer e i medici del Carle chiamano a raccolta i giovani al Qi di Cuneo

CUNEO

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In occasione del World Aids Day, Grandaqueer propone venerdì 7 dicembre dalle 20,30 al Qi di Cuneo (corso Vittorio Emanuele II 33) un aperitivo in cui una delegazione di medici e infermieri del reparto di infettivologia dell'ospedale Carle parleranno dell'Hiv e delle iniziative che l'azienda ospedaliera offre per la salute sessuale dei cittadini.

In un momento in cui la politica e i media hanno quasi dimenticato l'educazione sessuale, la presenza di iniziative per invitare alla prevenzione è tanto più necessaria, quanto più sono allarmanti i dati sulla diffusione in Italia delle malattie sessualmente trasmesse. Nel 2016 sono stati diagnosticati circa 3500 nuovi casi di Hiv in Italia di cui 255 solo in Piemonte. Di questi più di un terzo risultano essere giovani tra i 25 e i 34 anni e si stimano, in Italia, circa 15mila persone infette che attualmente non conoscono il proprio stato sierologico e l'unico modo che abbiamo per proteggerci sono informazione, l'accesso ai test gratuiti, e uso del preservativo perché, ricordiamo, non esiste solo l'hiv; negli ultimi anni risultano in aumento i contagi di altre infezioni sessualmente trasmesse come la clamidia, la gonorrea e la sifilide. Questi dati allarmanti fanno capire quanto sia urgente fare informazione.

I volontari di Grandaqueer hanno organizzato negli ultimi anni, in occasione della giornata mondiale contro l'Hiv, la distribuzione di preservativi nelle discoteche della provincia (2016) e interviste a persone sieropositive (2017). Da questi eventi è emersa una realtà di disinformazione e di isolamento: molti non sono al corrente degli strumenti di prevenzione tuttora posti in essere dalle organizzazioni sanitarie della provincia. Di Aids si muore ancora, soprattutto a causa di diagnosi tardive, che invalidano l'efficacia di cure che altrimenti permetterebbero una qualità di vita uguale a quella di chi non è entrato in contatto con il virus. E' paradossale che la non conoscenza del proprio stato sierologico, che dipende da una banale analisi del sangue, si traduca in tragedie inutili.

L'inizio di una collaborazione con il reparto di malattie infettive dell'azienda ospedaliera Santa Croce e Carle, con cui Grandaqueer è entrata in contatto durante una serata di distribuzione di test salivari organizzata a settembre presso il Baladin di Cuneo da Anlaids Lombardia, permette per la prima volta di far conoscere gli strumenti già a disposizione della cittadinanza che non vengono sfruttati per mancanza di informazioni. Con la speranza che la serata del 7 dicembre sia l'inizio di un circolo virtuoso, che si strutturi in futuro in una maggiore attenzione verso la salute sessuale da parte di tutti - popolazione e istituzioni - i volontari di Grandaqueer invitano tutte e tutti a partecipare per conoscere, disperdendo una ignoranza che si traduce direttamente in un maggior numero di contagi, e nell'isolamento di quanti sono entrati in contatto con l'Hiv.

La salute sessuale, test periodici e l'attenzione ad una sessualità libera ma responsabile, devono diventare una consuetudine: l'impegno della nostra associazione e la disponibilità dell'ospedale Carle costituiscono un primo passo in questa direzione.

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