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"L'agricoltura fa uscire di casa prima dei 30 anni i giovani in Piemonte"

CUNEO

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La mancanza di lavoro costringe i giovani italiani a restare in casa con i genitori fino a 30 anni, quattro in più rispetto alla media europea di 26 anni. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Eurostat che evidenziano come a lasciare per primi i familiari siano i ragazzi dei Paesi nordici, come Svezia (21 anni), Danimarca (21,1) e Finlandia (21,9). In coda alla classifica insieme all’Italia ci sono Malta e Croazia. A pesare, oltre a fattori culturali, c’è certamente la situazione di difficoltà economica che colpisce i giovani italiani con un tasso di disoccupazione del 31,7% che è tra i più alti d’Europa.

In Piemonte, tra il 2014 e il 2016, sono state avviate complessivamente più di 10.000 imprese individuali con titolare di età compresa tra i 15 e i 29 anni. Il loro numero è cresciuto in tre anni del 54,7%, passando da 2.800 del 2014 a 4300 del 2016. Delle 2800 aziende avviate nel 2014, inoltre, il 70,7% è ancora operativo a tre anni di distanza. Particolarmente positiva la performance delle aziende giovanili nel settore agricolo, che si caratterizzano per un indice di sopravvivenza superiore alla media (87,3%), per un numero notevole di nuove iscrizioni (9,3% del totale) e per un incremento molto significativo di nuove attività imprenditoriali nell’ultimo anno (+453%).

“Seppur la ripresa economica faccia fatica a concretizzarsi anche in Piemonte, questi dati sottolineano come sia l’agricoltura ad offrire effettivamente nuove prospettive ai giovani che continuano a far fatica a lasciare la famiglia per mancanza di lavoro stabile - evidenziano Fabrizio Galliati, vicepresidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa, delegato Confederale-. Dall’allevamento al vitivinicolo, passando per l’ortofrutta: i giovani imprenditori spaziano e hanno la determinazione per affrontare le sfide che il mondo agricolo propone loro. Le nuove generazioni sanno che devono superare grandi difficoltà nel mondo del lavoro odierno, ma la possibilità di vedere realizzate davvero le loro idee è sicuramente una spinta a provarci ed è proprio questo settore che sa dare delle traiettorie di futuro concrete. Sicuramente d’aiuto, in questo senso, l’incremento delle risorse finanziarie per il bando Psr 2017 della misura 6.1.1 relativa all’insediamento dei giovani in agricoltura che la Giunta regionale ha approvato nello scorso mese di febbraio, in seguito alle nostre richieste. Un segnale di quanto anche le istituzioni credano nelle nuove generazioni che rappresentano il volano per l’economia del nostro territorio”.

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