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"Cuneo non è città turistica e una tassa rischia di mandare i clienti nei paesi vicini"

CUNEO

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"La tassa di soggiorno deliberata dal Consiglio di Cuneo non rappresenta la volontà degli albergatori della città di Cuneo e l’Associazione Albergatori Confcommercio non è affatto d’accordo con quanto deliberato dal Comune”.

Con queste parole Giorgio Chiesa – vice presidente vicario dell’Associazione Albergatori Esercenti e Operatori Turistici della provincia di Cuneo - ha voluto sottolineare e precisare la presa di distanza da parte della categoria dagli importi della tassa di soggiorno, stabiliti dall’Amministrazione cuneese.

“Noi non eravamo contrari a prescindere - prosegue il vice presidente Chiesa - ma chiedevano di poterne discutere, di ragionare su quale poteva essere la scelta migliore. Invece inspiegabilmente il Comune ha accelerato i tempi, con la scusa di dover inserire il provvedimento a bilancio. Questa fretta ci fa pensare che non c’era la volontà di dialogare, ma solo quella di incassare. Inoltre, contando che l’80 per cento dei clienti che soggiornano in città lo fanno per motivi di business, spesso legati alle aziende del territorio, la cifra stabilita di due euro è davvero eccessiva.

Cuneo non è una città turistica e creare una tassazione a macchia di leopardo, con aree senza imposta o altre, più turistiche di noi a prezzi inferiori o pari, significa mandare i clienti a dormire nelle città vicine. La partita è stata giocata male e troppo di fretta, noi temiamo che si trasformi in un autogol”.

(Nella foto Giorgio Chiesa, vice presidente vicario dell’Associazione Albergatori Esercenti e Operatori Turistici della provincia di Cuneo)

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