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Cuneo e Comuni montani: Piano Periferie, slittamento dei fondi al 2020? "Andiamo avanti"

CUNEO

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Il Senato ha approvato la conversione del Decreto Milleproroghe, documento che, prima di diventare legge, dovrà passare al vaglio della Camera dove potrebbe subire ancora ulteriori modifiche. Il passaggio non avverrà prima di settembre. Nella conversione al Senato, è stato introdotto un emendamento che potrebbe lasciare intendere che i finanziamenti previsti dal Piano Periferie slitteranno al 2020. Tutto questo sta creando grandissima preoccupazione nell’Anci e in tutti i Comuni che hanno sottoscritto il bando.

Cuneo è uno tra i pochi Comuni italiani che ha approvato tutti i progetti esecutivi entro i termini stabiliti dalla convenzione siglata con la Presidenza del Consiglio dei Ministri. «Stiamo guardando con attenzione l’evolversi della situazione - dice il sindaco Federico Borgna -, consapevoli che abbiamo in mano un contratto sottoscritto con lo Stato che porta la firma del Presidente del Consiglio e che, a fronte di determinati impegni da parte nostra, da onorare entro specifici termini, si impegna a riconoscere al Comune di Cuneo i fondi del Piano Periferie che servono per la riqualificazione della parte alta della nostra città. Noi abbiamo rispettato perfettamente tutti i termini e le condizioni previste nel contratto, pertanto andiamo avanti».

Uncem si unisce ad Anci nella richiesta al Governo di eliminare dal Milleproroghe il comma che sospende la firma convenzioni attuative del Bando periferie per 96 città e aree metropolitane italiane. Complessivamente, il bando ha permesso di redigere nel dicembre 2016 una graduatoria con i 2.177 interventi previsti dai 120 progetti candidati che interessano il territorio di 445 Comuni italiani (considerando i 348 Comuni interessati dai progetti delle Città Metropolitane) per una popolazione complessiva pari a 22.913.218 abitanti.

"Riteniamo, assieme al presidente Anci De Caro che il bando periferie e i progetti presentati rappresentino una straordinaria e quasi unica, negli ultimi vent'anni, opportunità per riqualificare aree dismesse, gli spazi pubblici, agire su mobilità ed edilizia convenzionata. Per questo, visti i moltissimi progetti presentati due anni fa da Comuni e Città metropolitane, già esaminati in fase di avvio, riteniamo che il programma debba continuare e anzi, debba essere incrementato di progetti e di risorse", commenta il presidente Uncem nazionale Marco Bussone.

"Tra i progetti presentati - continua il presidente- vi sono anche interventi connessi a sviluppo economico e il lavoro (realizzazione di spazi di co-working, l’attivazione di incubatori di start-up, la realizzazione di spazi produttivi per l’artigianato e l’industria 4.0), scuola (riqualificazione degli edifici scolastici, efficienza energetica, messa in sicurezza, cura delle aree verdi), inclusione sociale, cultura, sport, sicurezza del territorio. "Lavoriamo dunque con Anci - conclude Bussone - affinché, grazie al lavoro del Governo e del Parlamento, venga dato seguito al bando, alle graduatorie e soprattutto alle convenzioni. Lo chiedono Sindaci e Presidenti di Città metropolitana. Dobbiamo agire senza perdere tempo consentendo l'avvio di appalti e lavori, strategici per gli Enti locali, per le Aree vaste e per tutti i sistemi territoriali".

(Nella foto: piazza Europa, compresa negli interventi del Piano Periferie del Comune di Cuneo)

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