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Perché alla mostra di Franco Gotta a palazzo Mathis di Bra c'è una stanza del silenzio

BRA

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FIORELLA AVALLE NEMOLIS - Franco Gotta al palazzo Mathis di Bra, in provincia di Cuneo, espone il suo percorso artistico: è come perdersi nei colori dell'anima. Gotta è conosciuto in città perchè nella sua bottega d'arte in corso Garibaldi ospitava il gruppo “Amici dell'arte”, durante gli incontri tra pittura, musica e poesia.

“Qualunque sia la strada della nostra esistenza non c'è scampo al traguardo finale!”. Queste le parole di Franco Gotta quando, durante il vernissage, ha commentato l'ultima delle cinque stanze dell'esposizione: quella del silenzio. E' la più piccola al fondo del piano nobile del palazzo Mathis a Bra. Già, perchè per il silenzio non occorre spazio. E neppure per le tre tele ne occorre molto.

“Per la ricerca della luce che fa parte del mio cammino occorre il silenzio – commenta l'artista -. La prima tela bianca, datata 1986, rappresenta un mio momento del nulla. Mentre le due tele incastonate una dentro all'altra su una base di legno stanno a significare, appunto, il momento del non ritorno: quello della mia dipartita. Ovvio, spero il più tardi possibile”.

Finalmente, sul volto un po' scavato dai tormenti d'artista, si accende un sorriso e prosegue: "Ma la vita continua e su quelle tele bianche ci sarà sempre chi con il colore darà loro vita". Quasi rassicurato per esserci ancora, conclude: “Io vivo la mia vita per l'arte e i colori delle mie tele sono e saranno l'espressione del mio essere, delle mie passioni".

Per Fanco Gotta il colore è vitale, unico mezzo per esprimere la propria interiorità. Con le sue sfumature, i suoi contrasti, i suoi toni accesi, dà forma al sentimento, al dolore, alla gioia. E l'ha sperimentato in tutti i possibili abbinamenti, donando luci e ombre a forme che sono cambiate nel corso delle propria esistenza, un tutt'uno: quella umana e artistica, inscindibili. Per questo emoziona: nelle sue tele troviamo sentimenti che ci accomunano e che, in fondo, ci fanno sentire meno soli.

Il percorso della mostra inizia dalla prima stanza, con la figura ricorrente del manichino l'artista rappresenta se stesso in diversi momenti della vita: maliconia, tristezza, gioia, ma anche intensi momenti di passione e forti emozioni condivise tra uomo e donna.

Nella seconda stanza è rappresentata una pittura alla ricerca della materia: toccare la vita. Con un prepotente bisogno di abbinarla anche al corpo voluttuoso della donna, per inebriarsi anche attraverso i sensi.

La terza contempla la ricerca della spiritualità, intesa come un dubbio verso l'esistenza di un essere superiore: forse un sollievo nei momenti di difficoltà. La fragilità dell'uomo che cerca aiuto: per alcuni c'è la fede che rassicura.

La quarta stanza afferma la spiritualità interiore: quella spinta nella ricerca di ispirazione per nuove espressioni pittoriche, per vivere in un modo migliore, provare serenità, per vivere la felicità in modo completo. Per raggiungere la spiritualità occorre, anche nell'arte, il silenzio. Ci sono momenti di vuoto, senza emozioni da trasmettere: ecco perchè la tela bianca, la dipartita dell'artista, ma ecco le altre due tele bianche che sono il messaggio di speranza: la continuità.

In queste nobili stanze, ricche di storia, troveremo un po' di noi, emozioni che ci hanno segnato con la gioia, con l'attesa, anche con il dolore, ma chissà forse, i colori vibranti, ci regaleranno nuova energia per affrontare in modo più consapevole il nostro percorso esistenziale.

Ed è ciò che desidera l'artista che di fronte alle sue tele si provino emozioni, di qualsiasi genere. Ma che si provino! Solo così saprà che vale la pena di dipingere, ovvio, oltre che per se stessi.

Concludo: “Se i quadri si potessero spiegare e tradurre in parole, non ci sarebbe bisogno di dipingerli". (Paul Coubert)

La mostra al palazzo Mathis di Bra prosegue fino a domenica 29 luglio con i seguenti orari: da lunedi a venerdi dalle 9,00 /12,30 e dalle 15,00/18,00; sabato e domenica dalle ore 9,00/12,30.

Info // 0172.430185 // www.turismoinbra.it

www.francogotta.it

Fiorella Avalle Nemolis

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