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"Architettura Arco Alpino": a Rittana e Paesana i lavori migliori

MONTAGNA

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Si è conclusa con una cerimonia diffusa in contemporanea in nove diverse sedi dislocate su tutto l’arco alpino (nel cuneese presso il Rifugio Paraloup di Rittana), la prima edizione della Rassegna Architettura Arco Alpino.

Tra i quattro progetti vincitori, sui 246 partecipanti, ben due sono cuneesi: Wood and The Dog dello Studio Errante Architetture, realizzato presso la Frazione Ghisola di Paesana e Recupero della Borgata Paraloup degli Architetti Valeria Cottino, Dario Castellino, Giovanni Barberis e del Professor Daniele Regis, a Rittana in Valle Stura.

Insieme alla celebrazione dei progetti vincitori, presso il Rifugio Paraloup di Rittana è stata anche inaugurata la mostra dedicata alla Rassegna, che resterà nel rifugio fino al 25 aprile 2017, visitabile ogni sabato e domenica dalle 10 alle 17.

La vittoria dei due progetti cuneesi certifica la sensibilità da parte dei professionisti del territorio nei confronti del costruire e dell’abitare in alta quota, puntando sulla sostenibilità e nel rispetto e in armonia con il paesaggio circostante.

A cominciare dall’Ordine degli Architetti di Cuneo, che ha aderito all’Associazione Architetti Arco Alpino e che sta portando avanti iniziative e progetti per affrontare questo tema sempre più delicato e attuale. “L’Ordine ha deciso di aderire all’Associazione Architetti Arco Alpino e di prendere parte attiva alla Rassegna perché sentiamo la necessità di legare le esperienze del nostro territorio a quelle provenienti dal di fuori dei nostri confini geografici. Solo confrontandoci con altre realtà, simili ma nello stesso tempo differenti, possiamo ricercare la qualità vera e far circolare esempi virtuosi, in grado di alzare il livello culturale degli interventi sul patrimonio costruito. Questa Rassegna, che ha visto ben due progetti cuneesi vincitori, è un passo molto importante in questa direzione”, ha spiegato Claudio Bonicco, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Cuneo.

La Rassegna Architettura Arco Alpino è nata dall’iniziativa dell’associazione Architetti Arco Alpino, che raccoglie sotto le proprie insegne (‘AAA’) ben 9 Ordini di Architetti (con 14.000 iscritti) che, da Cuneo a Udine, vedono nell’alta quota italiana un tratto comune, quotidiano, decisivo e perentorio dei propri territori.

Obiettivo dell’associazione – presieduta da Alberto Winterle - è valorizzare le specificità di una progettazione culturalmente e morfologicamente sfidante e dare vita a percorsi condivisi di confronto, conoscenza, partecipazione, chiamando a raccolta gli architetti dell’arco alpino italiano per trovare temi comuni di dialogo, individuare le migliori soluzioni progettuali, valorizzare la buona architettura in quota. Da questa filosofia ha preso forma l’idea di una rassegna, capace di mettere in luce realizzazioni attente al patrimonio morfologico, culturale e identitario delle aree alpine e, nello stesso tempo, in grado di dare risposte dalle forme contemporanee.

Le quattro opere vincitrici, completate tra il 2010 e il 2016, rappresentano per la giuria il meglio delle progettazioni alpine italiane, e diventano terreno di riflessione sulle attuali pratiche progettuali in ambito alpino.

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RECUPERO DELLA BORGATA PARALOUP - Architetti Dario Castellino, Valeria Cottino, Giovanni Barberis e Professor Daniele Regis
Borgata Paraloup, Rittana

Committente - Fondazione Nuto Revelli Onlus Inizio lavori - giugno 2008
Ultimazione lavori - luglio 2013 Superficie costruita - 700 m² Cubatura - 2.200 m³

Il Progetto di recupero della borgata Paraloup in Valle Stura, simbolo della Resistenza e del patrimonio architettonico e paesistico in abbandono, è immagine tangibile delle relazioni tra valori naturali e antropici; configurato nel segno dell’identità del luogo, della sostenibilità dell’intervento, della qualità ambientale e sociale, della conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico e paesistico, si basa sui principi fondamentali della conservazione e del restauro: la riconoscibilità, la reversibilità e il minimo intervento.

Il metodo costruttivo lascia le rovine come lettura dei tessuti murari originali, trasformandole in contenitori per le scatole progettate. Queste, in legno di castagno, materiale autoctono a bassissimo impatto ambientale, hanno pareti e soffitti in pannelli con doppio strato di legno e interposto materiale isolante e copertura in lamiera. Le murature esistenti sono state consolidate e rese indipendenti.
Una piattaforma in legno a sbalzo verso la pianura ospiterà un teatro all’aperto, un disegno che prosegue l’idea progettuale della Borgata, quello di preservare il valore spaziale e distributivo sia delle Baite che dei sentieri esistenti

WOOD AND THE DOG - Studio Errante Architetture
Frazione Ghisola, Paesana

Committente - Ivana Martino Inizio lavori - ottobre 2012 Ultimazione lavori - marzo 2013 Superficie costruita - 9 m²

Il capanno, nonostante le sue dimensioni irrisorie, include in sé una serie di funzioni che si esplicitano in altrettante soluzioni formali. E’ legnaia per lo stoccaggio della legna da ardere per il sistema di riscaldamento dell’abitazione. Le fessure che caratterizzano l’involucro di legno garantiscono l’aerazione necessaria all’essicazione del legname. E’ una zona di riparo e di interazione tra interno ed esterno del cortile, un baricentro che prende vita: la nicchia del lato sud è una seduta speciale per uomini e animali. E’ una zona di lavoro e servizio all’area esterna della casa. Il setto di cemento armato che definisce parte del prospetto est si ripiega all’interno a formare un piano d’incasso per un lavandino capiente. E’ un dispositivo di delimitazione spaziale, una cortina di definizione tra qui e lì. Il muro della costruzione precedente, con la sua tessitura irregolare e combattuta, è stato mantenuto, consolidato e lasciato a vista, a sostegno della nuova costruzione.

I dettagli sono al minimo. Le definizioni letterali. Cemento armato per basamento, murature e cordoli. Legno per quasi tutto: lamellare per la struttura, di castagno carbonizzato per il rivestimento e la copertura, di castagno naturale per gli infissi. Compensato per gli inserti e la nicchia. Di bosco antico per il gradino. In fin dei conti sono un muro, una scatola con nicchia, una porta con finestra, due pivot e un gradino. Quasi nient’altro.

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